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Conseguenze degli attentati: entro l'anno altri 80 mila disoccupati a New York |
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Riccardo Chioni - America Oggi - New York, 7 Novembre 2001 Gli attacchi terroristici al World Trade Center hanno procurato una decimazione di posti di lavoro nella zona interessata dal crollo delle Torri con decine di migliaia tra cuochi, tassisti, commesse, impiegati e fattorini che negli ultimi due mesi sono andati ad aggiungersi alla già nutrita schiera di disoccupati in fila agli uffici di collocamento. I dati dello stillicidio di posti sono stati forniti ieri dal Department of Labor e a pagare le conseguenze più immediate della distruzione sono lavoratori che erano retribuiti col minimo salariale nell'industria del trasporto, in esercizi commerciali, dell'ospitalità e della ristorazione: ovvero i settori maggiormente colpiti dalla valanga che li ha travolti con l'attacco dell'11 settembre. Intanto il sindaco Rudolph Giuliani, sempre ieri - nel tentativo di riavviare le attività adiacenti al World Trade Center - ha annunciato l'istituzione di un grant di 5 milioni di dollari in prestiti agevolati (fino a 10 mila dolalri ciascuno) per andare incontro ai piccoli esercenti o imprenditori con meno di 50 dipendenti colpiti dalla catastrofe che intendono riavviare l'attività o trasferirsi altrove. Secondo le previsioni del Fiscal Policy Institute, entro la fine dell'anno almeno 80 mila persone avranno perso il posto di lavoro e nel 60 per cento dei casi si tratta di dipendenti che guadagnavano circa 23 mila dollari l'anno, meno della metà della media salariale newyorkese, che si aggira sui 58 mila dollari. L'economista dell'Institute, James Parrott, precisa che l'effetto domino si è consumato ai danni della forza lavoro dipendente da esercizi commerciali e servizi legati all'economia, in particolare il taglione si è abbattutto su coloro che erano impiegati in mansioni a bassa retribuzione. Un esempio tipico è dato dalla situazione di Kim Daily, la quale percepiva una paga da 15 dollari l'ora nel complesso del Wtc. Il suo posto di lavoro è scomparso quando il Marriott hotel dove lavorava è collassato sotto le Torri. Kim racconta di non essere ancora riuscita a trovare un altro lavoro che le consenta di guadagnare 25 mila dollari all'anno, come prima dell'11 settembre. Stando al Department of Labor statale, circa 25 mila persone hanno già denunciato la perdita del posto di lavoro ed una su tre di erano dipendenti di bar, ristoranti, hotel o dell'industria del trasporto. Alcuni esempi di come si stia diffondendo a macchia d'olio l'effetto degli attacchi terroristici non sono proprio sotto i nostri occhi e, sovente, passano inosservati. Basti considerare la quasi totale assenza di lavoro per i valletti dei parcheggi presso i tre maggiori aeroporti metropolitani, mentre a Chinatown circa il 10 per cento delle 10 mila sartine dell'industria dell'abbigliamento ora è senza lavoro, a causa degli ordini cancellati da negozianti e catene di distribuzione. Aumenta intanto il gradimento dei newyorkesi per il lavoro svolto dal governatore George Pataki, il quale aveva trascorso il mese scorso facendo il pendolare tra Ground Zero, Albany e Washington. La sua popolarità è in netta ascesa: è aumentata di altri cinque punti percentuale, passando dal 75 per cento dei sondaggi precedenti l'11 settembre, all'80 per cento attuali. Lo attestano i dati di un sondaggio condotto dal Siena College Research Institute, secondo cui il 75 per cento dei democratici ed il 78 per cento dei repubblicani di New York City, approvano l'operato del governatore repubblicano. Anche il rating nei confronti del presidente W. Bush è salito dal 77 per cento di settembre all'82 attuale, mentre prima degli attacchi terroristici soltanto il 45 per cento dei newyorkesi approvava le performance presidenziali. Praticamente invariata invece la popolarità dei due senatori di New York, Hillary Clinton con il 54 per cento (2 punti in meno di settembre) e del collega democratico Charles Schumer che raccoglie il 59 per cento dei favori. Per quanto riguarda il Congresso, più in generale, i cittadini della Big Apple si esprimono con il 77 per cento di gradimento, mentre per i legislatori statali fanno fede i dati dello scorso settembre, allorchè s'erano aggiudicati solo il 48 per cento. Ma i più cittadini che si sono dichiarati più confidenti nell'operato del governo di Washington sono quelli residenti di là dall'Hudson, almeno in tema di protezione dagli attacchi batterilogici. Due cittadini del New Jersey su tre hanno risposto di sentirsi al sicuro dagli attacchi bioterroristici, stando al sondaggio condotto dalla catena editoriale Gannett. Ma una buona metà degli intervistati ha rivelato di nutrire serie preoccupazioni sul rischio di diffusione dell'antrace, mentre il 51 per cento ha dichiarato di prestare più attenzione nella cura della corrispondenza. Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni |
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