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In 30 mila alla XXXII Maratona dai toni patriottici

Riccardo Chioni - America Oggi - New York, 4 Novembre 2001

Se vogliamo paragonare il servizio di sicurezza messo in atto dalla polizia di New York per proteggere i trentamila partecipanti alla Maratona odierna, con quello attuato nelle settimane passate allo Yankee Stadium per la World Series, possiamo asserire che quest'ultimo era solo un assaggio.

Facciamo due calcoli. Il numero degli spettatori che abitualmente seguono i podisti durante il percorso lungo 42 km, attraverso i cinque quartieri della City, è di due milioni. Questo significa qualcosa come 25 volte una normale audience alla finale del Super Bowl. Più, ovviamente, trentamila maratoneti. Loro soltanto potrebbero riempire a metà lo Yankee Stadium.

Allan Steinfeld, patron della Maratona, assicura che l'esperienza trentennale dell'organizzazione e delle forze dell'ordine sul percorso e lo svolgimento della gara, è già una garanzia. Racconta che gli hanno assegnato una scorta, in apertura di gara, simile a quella che riservano a capi di stato e di governo.
Maratona

La partenza avverrà, come di consueto, da Fort Wadsworth, nella parte di Staten Island del Verrazzano Bridge, che per l'occasione sarà totalmente chiuso al traffico. Proibite anche per oggi le auto sui ferry da e per l'Isola.

E se restiamo sull'argomento, il miglior consiglio per gli automobilisti oggi è: lasciate a casa l'auto perchè molte arterie, principali e secondarie, oltre a ponti (59.esima, Willis Ave. e Madison Ave.) saranno chiuse al traffico.

Così come a terra, restrizioni sono previste anche per velivoli: interdizione dello spazio aereo sopra New York fatta solo eccezione per la tivù. "Normalmente c'era uno stuolo di elicotteri che ronzavano alla partenza della gara per diversi media, ma quest'anno ne vedremo solo quattro, quelli della Nbc che trasmette la diretta (inizio ore 10 am Ch. 4) e quelli che disporrà la polizia" annuncia il direttore di gara Steinfeld.

Tempi duri anche per la stampa. Il "libretto delle istruzioni" che l'organizzazione ogni anno consegna ai giornalisti è caratterizzato da molte indicazioni "restricted". Ad esempio è stato decimato il numero dei fotografi accreditati: normalmente 200 negli anni passati, che per l'edizione 2001 sono stati ridotti a soli 18 e soltanto 4 avranno la fortuna di salire su una torre del Verrazzano per ritrarre immagini mozzafiato.

All'ingresso della sala stampa la prima cosa che chiedono a bruciapelo è l'età, poi il nome. Se tutto combacia con i dati trasferiti sulla lista chilometrica in mano al personale della sicurezza, allora lasciano passare. Gli organizzatori hanno infatti fornito la polizia di nomi, numeri di social security, indirizzi e telefoni praticamente di ognuno coinvolto nella Maratona: atleti, sponsor, volontari, dirigenti e stampa.

Il Nypd ha assegnato alla Maratona oltre tre mila agenti, i più in divisa, ma anche in borghese, oltre a squadre speciali di pronto intervento.

La corsa di oggi assume un significato patriottico. Anche per la nostra campionessa e favorita, Franca Fiacconi, la quale dice di correre "una gara che voglio dedicare a questa città". La vincitrice della Maratona del 1998 e seconda classificata nella scorsa edizione sarà in buona compagnia, con altri 1.246 italiani e il cantante Riccardo Fogli che sostituisce il suo predecessore Gianni Morandi, quale portabandiera della compagine tricolore.

Gli italiani hanno conquistato il titolo a New York cinque volte e quest'anno Franca promette di assicurarsi il primo trofeo a stelle e strisce del nuovo millennio.

Come vuole la tradizione anche i vigili del fuoco saranno tra i trenta mila corridori e tra questi c'è Rob Carlo che corre al posto del fratello Mike deceduto nel crollo del Wtc. Adrienne Walsh, di stanza presso la Ladder 20 a SoHo, ha corso 16 volte la Maratona e oggi sulla schiena porterà i nomi di sedici suoi commilitoni persi nella tragedia. Per i pompieri-maratoneti è stato fissato un rendez-vou a metà percorso per poter correre assieme le ultime tre miglia della gara.

Il totale dei partecipanti che cercheranno di tagliare il traguardo a Central Park, è di 30.574 atleti, di cui 20.761 uomini e 9.813 donne. Vi prende parte un ultranovantenne, 18 ottuagenari, più una donna. Una buona fetta dei corridori sono newyorkesi: 9.164, ma anche il New Jersey ha inviato una folta delegazione: 2.371, mentre il Connecticut si è limitato a 638 atleti.

In campo internazionale ci battono gli inglesi, che sono arrivati a New York in 2.110, seguiti dai francesi con 1.656 e dai tedeschi con 1.339.

Dal 1976, da quando cioè il percorso fu esteso attraverso i cinque quartieri di New York, la Maratona ha incrementato la borsa dei vincitori che per la 32.esima edizione ha raggiunto cifre record. Certo i campioni di quella prima gara datata 1970 non sognavano neppure tanta opulenza. A loro infatti venne cosegnata una insalatiera d'argento ricliclato e un orologio da polso, ma per i campioni dell'annata 2001 c'è un bottino di 80 mila dollari (per ogni vincitori maschile e femminile), oltre ad una fiammante Pontiac Grand Am.

In tutto gli organizzatori assegneranno qualcosa come 514 mila dollari di premi. Per la City, messa in ginocchio dagli attentati dello scorso 11 settembre, la Maratona è un boccone d'ossigeno. Entreranno difatti nelle casse dell'erario oltre 118 milioni di dollari lasciati da corridori, sponsor, media, visitatori e spettatori.

Ieri sera presso la Tavern on the Green, a Central Park, sotto un enorme tendone da circo si è svolta la tradizionale spaghettata globale cui hanno partecipato oltre 15 mila atleti, orchestrata in cucina da uomini e donne con l'uniforme dei vigili del fuoco, i quali si sono esibiti in tre ricette vincitrici di una competizione culinaria. Alla cena è seguito lo spettacolo di fuochi d'artificio.

Se i corridori dovranno prestare attenzione da chi ricevono da bere e da mangiare, non si devono invece concentrare per prestare orecchie alle trenta band musicali che si esibiscono durante il percorso con motivi rock, gospel e popolari.

Ieri Steinfeld ai giornalisti aveva riferito che durante la gara gli atleti si troveranno a transitare di fronte ad almeno tre delle caserme dei vigili del fuoco colpite da perdite umane, dove sono ancora allestiti "memorial" per le vittime. "Sono convinto che sarà molto emozionante per tanti e non nascondo che già durante il sopralluogo ho sentito le lacrime solcarmi il volto" .

Anche "America Oggi" ha il suo rappresentante in gara. È Paolo Tartamella, 41.enne, redattore sportivo, il quale assieme ad altri 4 atleti partecipa con i colori della Foot Locker per il "Five Borough Challenge", una gara nella gara in cui Tartamella corre per il quartiere di Brooklyn, dove risiede da 5 anni. Da allora ha corso tre maratone: 2 a New York ed una a Tampa, in Florida. "Prospect Park - assicura - è il mio regno ed è da lì che prendo ispirazione quando mi alleno".

Gli organizzatori hanno sottolineato agli atleti l'impatto che potrebbe aveve su di loro il vuoto lasciato dalle Torri che erano ben visibili dal nastro di partenza. Ma sono in molti a assicurare che la Maratona non sarà un funerale, piuttosto una rivincita sugli orrori delle settimane passate, anche se le lacrime si potrebbero mescolare al sudore di chi corre.

Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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