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Assegnati gli "Oscar" a quattro americani
ambasciatori dell'Italian Style

Riccardo Chioni - America Oggi - 2 Novembre 2001

L'Italia ha consegnato ieri i suoi "Oscar" a quattro americani che hanno contribuito a rendere celebre il nostro paese, i suoi prodotti e il suo inconfondibile lifestyle sul pianeta America. I "Life in I style Award" , istituiti quest'anno per la prima volta, sono stati assegnati da Ice e Enit a quattro leader rappresentanti le categorie della moda, abitare, film e turismo. Ha fatto gli onori di casa al "Four Seasons", Meredith Vieira, giornalista e co-host del programma televisivo sulla Nbc "The View". All'assegnazione degli "award" erano presenti il nunzio apostolico presso l'Onu Renato Martino, il console generale Giorgio Radicati, il capo della missione all'Onu Sergio Vento e il ministro statale per lo sviluppo economico di New York, Charles Gargano.
Gabbuti Graves
Gioacchino Gabbuti e Maichael Graves
"Il nostro programma di attività sul territorio degli Usa - ha esordito il direttore generale dell'Ice, Gioacchino Gabbuti - non rallenterà, anzi, pensiamo di incrementare la nostra attività. Questa manifestazione dimostra come l'Italia creda in un veloce ricovero degli Stati Uniti".
Gabbuti Cole
Gioacchino Gabbuti e Kenneth Cole
Il commissioner dell'Ice Roberto Luongo ricorda gli avvenimenti dell'11 settembre, i molti italiani che hanno perso la vita, le nazioni che hanno perso cittadini e annuncia la donazione da parte di Ice e Enit di 60 mila dollari destinati al fondo istituito dal governatore George Pataki per le vittime del Wtc. Luongo ricorda anche che la missione dell'Ice è quella di promuovere l'italian style in tutto il mondo, sottolineando l'importanza della presenza dell'Azienda Italia sul mercato americano. La donazione è stata consegnata all'ambasciatore Charles Gargano, il quale ha espresso il proprio apprezzamento per il gesto di solidarietà ed ha ringraziato a nome del governatore e dello stato di New York. Gargano ha anche apprezzato lo svolgimento della cerimonia in un momento delicato per la City e per il Paese. Una manifestazione che aiuta - ha sottolineato - a sollevare lo spirito della città di New York.
"Le persone cha premiamo oggi - ha osservato Luongo - hanno avuto un ruolo rilevante nella promozione del meglio dell'Italia al popolo americano" ed Eugenio Magnani, responsabile per il nord America dell'Ente del turismo ricorda come l'Italia sia la metà preferita dal turismo a stelle e strisce. "Gli americani amano il nostro modo di vivere e, attraverso il contributo dei premiati, il nostro Paese è oggi meglio conosciuto e più popolare che mai" ha detto Magnani.

Gli "Oscar" sono andati al disegnatore di moda Kenneth Cole, il quale ha raccontato che quando nel 1992 decise di avviare la sua collezione di calzature femminili, andò a cercare "sponsor" in Italia, che lo aiutarono a diventare una delle firme più titolate d'America, con tanto di "certificazione" da parte di Forbes, che ha nominato la Cole Production una delle migliori 200 piccole società Usa. Gli artigiani calzaturieri italiani che nove anni aiutarono Kenneth Cole a decollare, sono gli stessi che producono oggi le sue scarpe.
Nella sezione home design/abitare la statuetta è stata assegnata all'architetto Michael Graves, leader del design posto-modern, il quale ha lasciato la sua firma su innumerevoli progetti d'architettura sparsi un pò in tutto il mondo, in particolare commissionati da istituzioni educative e culturali. Graves inoltre produce una fortunata serie di accessori funzionali e da decorazione per la casa. Uno dei design più celebri dell'architetto Graves è la teiera in acciaio proposta nel 1985 dalla società Alessi. Il terzo premio è andato a Richard Pena, direttore del Film Society al Lincoln Center e chairman della commissione del NY Film Festival, il quale si trova in Italia per la selezione della prossima stagione cinematografica ed ha fatto giungere un messaggio registrato. Infine l'"Oscar" per il turismo se lo è aggiudicato Pamela Fiori, direttrice della rivista patinata "Town & Country". A lei va anche il merito di aver lanciato verso il successo "Travel & Leisure", con cui mantiere rapporti di lavoro dal 1971. Sotto la sua leadership le riviste nel corso degli anni hanno fornito un quadro reale del nostro Paese, favorendo un settore di turismo particolare verso l'Italia stuzzicato nel palato e nella voglia di toccare le città d'arte. Magnani Fiore
Eugenio Magnani e Pamela Fiori


Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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