 Ada Grecchi, Antonio Bandini e Giuseppe Marzullo
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La provincia di Milano intende entrare nel circuito delle città d'arte italiane e si presenta agli operatori turistici del pianeta America per mostrare quanto di meglio ha da offrire il capoluogo lombardo.
Ieri mattina per la conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa al Jolly Madison Tower di Manhattan era attesa la presenza della presidente della Provincia, Ombretta Colli - trattenuta in Lombardia - alla guida di una delegazione istituzionale di cui fanno parte gli assessori Ada Grecchi al personale, Giusepe Marzullo alla formazione professionale e Luca Gatti responsabile dei rapporti internazionali.
Milano chiama New York e in particolare gli italoamericani, per dimostrare che oltre ad essere celebre nel mondo perché ospita il cuore della finanza e grandi industrie, Milano ha anche una vocazione turistica, scivolata nel dimenticatoio per lungo tempo, ma con tutti i requisiti per conquistarsi il titolo di destinazione must, che offre tesori culturali, architettonici e artistici, oltre ad un'antica tradizione enogastronomica.
In concerto con l'Enit, la Provincia di Milano ha presentato ieri agli addetti ai lavori del settore turistico quanto di meglio ha da offrire durante una serata di gala al top del Rockefeller Center, nella Raibow Room.
"Ci piace far conoscere le belle realtà turistiche di Milano e provincia. Ma non solo turismo - sottolinea l'assessore Marzullo -, vogliamo anche far conoscere attività e economia lombarde, quindi attività economiche. Ai nostri interlocutori newyorkesi abbiamo detto che Milano è una delle più fiorenti realtà imprenditoriali sotto il profilo economico. Certamente, il polmone economico dell'Europa. Un'entità che lascia alle spalle le classiche fabbriche di Fiat, Pirelli, Alfa Romeo e che si ritrova oggi con trecentomila tra piccole, se non piccolissime e medie imprese, che sono il cuore, la vera economia della provincia di Milano. Si è avuto un risvolto notevole, oggi c'è una Milano dinamica, flessibile,che muta col tempo, camaleontica, nel senso che va al passo con la tecnologia avanzata, con l'era dell'informatizzazione, con i mestieri, arti e professioni tradizionali e che forma giovani che vengono subito occupati".
Il venti per cento delle 300 mila aziende milanesi è gestito da imprenditrici, soprattutto quelle piccole e a presentare questa particolare realtà che pulsa all'ombra della Madonnina, è venuta Ada Grecchi, assessore al personale e politiche femminili.
E alle imprenditrici italoamericane l'assessore lancia un messaggio "aiutiamoci a vicenda" e racconta ad America Oggi che alcune imprenditrici si sono lanciate nell'impresa riscoprendo preziose attività del passato, tradizioni delle nonne che si erano perdute, ad esempio con i merletti.
"Le hanno recuperate e hanno trovato grande consenso soprattutto sul mercato estero, perché credo che questa nostra epoca così affannosa e così desiderosa di modernità, nel cuore di ognuno di noi ha conservato un angolo di desiderio di cose antiche, di pizzi e lavori di ricamo a mano".
Piccole e medie imprese alla conquista di piazze internazionali tuttavia non sempre sono in grado di far fronte alla domanda di un potenziale, immenso mercato come quello statunitense.
"Credo che queste aziende debbano essere aiutate dalle istituzioni perché non hanno grandi strutture, spesso girano attorno ad una o due persone, una famiglia insomma e quindi hanno bisogno di sostegno. A Milano vedo una vivacità femminile incredibile, una voglia di andar fuori dai confini e sono certa ci sono innumerevoli possibilità".
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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