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Nella sala del Senior Citizen Center "Cav. Peter Cardella" di Ridgewood, tra le bandiere italiana e statunitense era sistemato un cartellone con la scritta "eroi d'Italia, grazie! Non vi dimenticheremo" con le foto e i profili dei Carabinieri, militari e civili uccisi nell'attentato a Nassiriya, in Iraq.
All'appello di Tony Di Piazza della Federazione Italoamericana di Brooklyn e Queens, che ha convocato la collettività per contribuire al fondo destinato ai figli dei Carabinieri uccisi nell'attentato del mese scorso, hanno risposto in circa trecento persone che hanno donato 50 dollari ciascuno per l'istituzione di borse di studio a favore dei ragazzi rimasti senza padre.
Oltre a privati cittadini, hanno preso parte alla serata di solidarietà nuerosi membri di associazioni, rappresentanti civici eletti e comunitari.
Dopo gli inni nazionali è caduto il silenzio, rotto solo dalle note dell'Ave Maria, che hanno accompagnato il raccogliemento dei partecipanti, in ricordo delle vittime.
Tra i rappresentanti eletti c'era il senatore Serphin Maltese, i consiglieri comunali Dennis Gallagher, l'assemblyman Anthony Seminerio, il console aggiunto Daniele Bosio.
Di Piazza ha ringraziato tutti per aver accolto l'appello e per aver dimostrato ancora una volta la generosità e solidarietà della nostra collettività, che in momenti drammatici come l'attuale ha sempre risposto con slancio.
"Difficile immaginare la vita dei ragazzi dei caduti per il barbarico attentato. Difficile - ha sottolineato - immaginare la loro vita privata dell'affetto e della figura paterna. Il momento più drammatico - ha raccontato Di Piazza - è stato quando ci siamo messi in contatto con le famiglie durante quest'ultimo fine settimana. Alcuni familiari non avevano neppure la forza di parlare al telefono. Una delle spose mi ha raccontato di quanto i ragazzi iracheni fossero amareggiati per quanto era accaduto, perché i nostri uomini a Nassiriya avevano instaurato un rapporto cordiale con la popolazione, giravano senza armi e avevano stabilito un rapporto di reciproco rispetto".
Il cavaliere Peter Cardella ha aggiunto "siamo qui per pagare il tributo agli eroi che sono stati uccisi dove cercavano di portare la democrazia".
Il senatore Serphin Maltese ha voluto ricordare quanto sia solidale la comunità italoamericana in momenti tragici nei confronti del Paese che hanno lasciato. "La comunità italoamericana è tanto rappresentata da tutti noi e l'Italia è altrettanto rappresentata da questi uomini uccisi per la pace. Erano lì per cercare di aiutare l'Iraq a ristabilire pace e democrazia. Non erano in Iraq per la guerra e mi si dice che qualcuno non era neppure armato. Questi sono terroristi che attaccano tutti senza riguardo a religione, razza, non importa se sono adulti, donne e bambini. Intendiamo ricordarli con onore. Ho chiamato l'ambasciatore italiano a Washington perché desideriamo rendere loro omaggio, assieme ai nostri morti (americani), uccisi per gli stessi motivi. Desidero congratularmi con voi per il sostegno e invio i sentimenti delle mie più profonde condoglianze alle famiglie in Italia".
Di Piazza ha ricordato come i Carabinieri uccisi siano diventati nell'immaginario collettivo un simbolo di coraggio come i vigili del fuoco dell'11 settembre 2001 e Tony Ferri, presidente dell'Associazione d'Arma dei Carabinieri in congedo, ha ringraziato commosso per il grande gesto di solidarietà mostrato dalla collettività.
Il console aggiunto Daniele Bosio assicura di non aver mai dubitato della generosità della comunità italoamericana e newyorkese ed ha ricordato un altro momento, recente, di raccolta all'indomani del terremoto del Molise.
"Questo attentato ha reso consapevole l'italia che nel mondo c'è del male. Erano a Narririya per svolgere il lavoro che avrebbero svolto in Italia ogni giorno e non avevano la pistola nella fondina. La gente in Italia ha ricoperto i balconi col Tricolore - ha aggiunto Bosio - è stato un gesto mai riscontrato e questo significa che esaltiamo la difesa dei valori che riteniamo fondamentali. Ecco perché sono diventati gli eroi d'Italia".
Il console ha poi ricordato che il nostro Paese è il quinto contributore delle Nazioni Unite e che partecipa con uno spiegamento di migliaia di uomini laddove c'è la necessità di difendere la pace, in diverse parti del mondo. "Si tratta - ha sostenuto - della cooperazione internazionale per la salvaguardia delle libertà di ognuno".
Alla serata ha partecipato anche la pianista Cristiana Pegoraro che si è esibita in un paio di brani classici per offrire la sua solidarietà con la musica che non conosce confini geografici e barriere politiche.
"Purtroppo - dice Tony Di Piazza ad America Oggi - ci siamo ritrovati troppo spesso in momenti poco felici. Anche oggi siamo qui perché le circostanze ci hanno spinto a promuovere un'iniziativa per mostrare la nostra solidarietà. La campagna per la raccolta dei fondi da destinare ai figli di nove Carabinieri uccisi ed equalmente distribuiti a tutte le altre famiglie delle vittime, si chiuderà entro la settimana perché intendiamo far pervenire quanto donato al più presto agli interessati. Sono certo che riusciremo a raggiungere e spero a superare la cifra di 40 mila dollari".
Di Piazza racconta che durante la conversazione telefonica con la sposa di un Carabiniere ucciso questa è scoppiata a piangere quando le ha riferito che a New York era in corso una manifestazione di solidarietà. "C'è stato qualche attimo di commozione e nessuno riusciva a pronunciare una parola in quei minuti, mentre la signora non riusciva a trattenere le lacrime".
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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