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Ricostruzione e nuovi posti di lavoro da una parte, impatto ambientale e preoccupazioni sull'aria respirata dall'altra. È muro contro muro tra i cittadini della Lower Manhattan e i sindacati del personale che sarà impegnato dall'autunno prossimo nella ricostruzione degli edifici andati distrutti negli attentati dell'11 settembre 2001 a Ground Zero.
Si sono già levate aspre le critiche dopo la presentazione della bozza del rapporto sull'impatto ambientale sulla ricostruzione del World Trade Center, illustrato durante due assemblee di quartiere presso la Pace Univesrity.
Per alcuni, i primi, controversi risultati del rapporto presentato dalla Lower Manhattan Development Corporation (Lmdc), sono talvolta lacunosi, in particolare per quanto concerne la qualità dell'aria durante il periodo della ricostruzione che richiederà oltre undici anni, prima di essere terminata nel 2015.
Lo studio prende in esame due maggiori aspetti: primo, in quale maniera la costruzione fisica avrà effetto sulla Lower Manhattan e, il secondo, quale effetto avrà sui residenti dell'area interessata il completamento del World Trade Center e per coloro che vi lavoreranno.
Sotto il microscopio di alcuni membri di organismi, come Jenna Orkin del comitato 9/11 Enviromental Action, sono finiti gli studi sulla qualità dell'aria per destare le prime preoccupazioni.
Orkin sostiene infatti che i risultati sono frutto degli studi effettuati sul database dell'Epa, il cui stesso direttore generale aveva ravvisato improvvisate rilevazioni sulla qualità dell'aria immediatamente dopo i catastrofici crolli di tre anni fa.
"La gente che si è affidata a esami effettuati da terzi, indipendenti, ha scoperto di avere agenti contaminanti nel proprio sistema di aerazione" sottolinea Orkin.
Stando allo studio il traffico nell'area interessata aumenterà del 5 per cento quando sarà ultimata la struttura della Freedom Tower alta 1.776 piedi, oltre a quattro torri adibite ad uffici, i nuovi terminal della metro e la stazione dei treni Path.
Soltanto il memorial dovrebbe attirare nove milioni di visitatori all'anno e le strade della Lower Manhattan saranno più affollate che mai; per questo la Lmdc prevede di allargare marciapiedi per facilitare il traffico pedonale, ma niente più.
Ai critici che accusano la Lmdc di voler bruciare le tappe rispondono i rappresentanti delle società e le organizzazioni che rappresentano i lavoratori addetti alla ricostruzione, i quali invece sostengono esattamente il contrario ed elogiano la Lmdc per accelerare il processo che frutterà nuovi e tanto desiderati posti di lavoro in ogni settore.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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