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Il leader della Margherita, Rutelli, commosso a Ground Zero
Rutelli
Francesco Rutelli a Ground Zero

Riccardo Chioni - America Oggi - New York, 7 Dicembre 2001

Il leader della Margherita, Francesco Rutelli, in visita in questi giorni a New York e Washington, dopo aver avuto un incontro con il segretario generale dell'Onu, Kofi Anan al Palazzo di Vetro, nel pomeriggio si è recato a Ground Zero. Ad America Oggi, visibilmente toccato dalla vista delle rovine, Rutelli riferisce "non attenuo neanche un pochino l'emozione, in più abbiamo assistito ad una cerimonia di greci ortodossi che hanno perduto la loro chiesa, spazzata via e che fanno il loro rito religioso su un'impalcatura di legno. È una situazione che fa comprendere molte cose. Cioè che la fede resta viva anche quando non hai un tetto e rappresenta la volontà aggiuntiva dell'uomo di riprendere il suo cammino. Vedere queste decine di gru che sono qui non per costruire, ma per svuotare, fa ancora più impressione".

Sul significato politico della visita, Rutelli afferma "è legato alla necessità di avere da perte dell'Europa, del nostro Paese, dopo tante e tante parole sulla globalizzazione, dopo l'impegno sulla lotta al terrorismo, dopo la guerra, passare dalle parole alla realizazione e ai fatti concreti. Perchè le radici del'ingiustizia, della sofferenza, la fame, le malattie, la situazione di decine di milioni di bambini che ancora oggi non possono essere curati per malattia per cui basterebbero poche lire per essere debellate.

Tutti questi argomenti- prosegue il leader - sono pù attuali che mai. Non ci dobbiamo distrarre e sappiamo che le radici di questa sofferenza sono anche spesso le radici dell'odio e della guerra. Allora, incontrare alle Nazioni Unite, alla Banca Mondiale, al Congresso americano, coloro che sono in condizioni di passare dalle parole ai fatti, ci deve spingere a farlo. I ragazzi che hanno manifestato nelle strade nei mesi scorsi per una critica alla globalizzazione, a mio avviso possono avere degli strumenti positivi, piuttosto che negativi, di essere contro qualcosa. Adesso è il momento di battersi, finita questa terribile onda d'urto del terrorismo, non ancora finita la guerra, per preparare un'azione per contrastare la fame, le malattie, la mancanza di istruzione, la devastazione dell'ambiente, che sono le sfide del nostro tempo e restano più attuali che mai. Siamo venuti qui per creare un'alleanza politica, ma aperta alla buona vololtà di tutti perchè nei mesi prossimi questi siano di nuovo argomenti positivi. Non siamo soltanto a piangere sulla sofferenza dei mesi scorsi, a preoccuparci della guerra, a criticare le distorisioni della globalizzazione, ma piuttosto ad impegnarci per dare alla globalizzazione un volto umano e delle risposte concrete".

Sull'incontro con il segretario dell'Onu, Rutelli aggiunge "Kofi Anan ha preso un premio Nobel per la pace non solo perchè rappresenta le Nazioni Unite, ma piuttosto perchè è un combattente per la pace e lo si è visto con l'Afganistan. È riuscito a dare un contributo determinante perchè da una situazione bloccata, l'Onu aiutasse a trovare una soluzione invece positiva, a formare un governo potenziale, a dare un assetto di stabilità laddove le tribù sembravano che le contraddizioni e le contrapposizioni tornassero a prendere il sopravvento. Anan è un uomo non solo dei successi difficili e tormentati degli anni passati, è un uomo che guiderà la comunità internazionale ed ha condiviso in pieno questa idea. Oggi è il momento di fare uno sforzo corale nelle situazione in cui ci troviamo e dare uno sfogo, uno sfondo positivo. Dopo tanta sofferenza diamo delle risposte. La comunità internazionale è in grado di farlo, in Italia siamo pronti a creare una coalizione larga, di tutte le forze politiche, allargarla in Europa, impegnarci perchè lotta alla fame, alla malnutrizione, alle malattie, all'Aids in particolare - che oggi conta 40 milioni di persone colpite nel mondo -, la lotta per un ambiente vivibile, altrettanto importanti e altrettanto condivise che la lotta al terrorismo".

In serata Rutelli si è incontrato con Bill Clinton nel suo ufficio di Harlem e quindi ha avuto un incontro con le rappresentanze della comunità ed i Comites, al Consolato Generale di Park Avenue.



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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