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A New York tutti a far spesa al supermarket della sopravvivenza

Riccardo Chioni - New York, 19 Ottobre 2002

Safer America
 
Safer America
Ad appena ventiquattro ore dall'inaugurazione del nuovo negozio a due passi da Ground Zero, i titolari Harvey Kushner e Frederic Samama, hanno già la conferma che il mercato da loro individuato era ancora tutto da scoprire.

Del resto, se qualcuno prima andava cercando una tuta per proteggersi contro una contaminazione bioterroristica o dosi di patiglie al potassio iodato, non aveva molte scelte. Senza parlare poi di coloro che in preda al panico erano alla ricerca di un contatore geiger o maschere antigas.

Qui a Safer America c'è tutto per coloro che temono costantemente per la propria incolumità, dopo i tragici fatti dello scorso anno e con il terrore di altri attentati peraltro già annunciati.

Anche questa è una sorta di boutique, con una vasta varietà di abbigliamento - seppure molto particolare -, all'insegna dei tempi che viviamo. I newyorkesi, che non erano così preoccupati sin dagli anni Cinquanta, si preparano ad affrontare il futuro con il fai-da-te dell'emergenza anti terroristica.

A pochi isolati da dove c'era il Wtc, all'angolo della zona pedonale di Nassau Street, il negozio di Safer America non passa certo inosservato. Sarà forse la curiosità a spingere la gente a visitarlo, ma sta di fatto che i cinque dipendenti sono continuamente indaffarati a rispondere ad ogni tipo di domanda sui kit di pronto soccorso e sugli strumenti anche molto sofisticati che allertano in presenza di sostanze chimiche e biologiche nocive.

Un cliente, entrato con il figlio sul passeggino è andato dritto al settore "vestiario" e dopo aver scambiato qualche battuta con uno degli addetti, si è avviato alla cassa a pagare 495 dollari, prezzo di una tutina di plastica per bambini a protezione contro attacchi bio-chimici.

Un altro commesso sta dimostrando invece il funzionamento di un detector di radiazioni, relativamente economico. Si chiama Raditect ed è più un gadget che uno strumento di precisione che invece si aggira sui 3.500 dollari.

Se per tranquilizzarsi non si vuole spendere molto, si viene accontentati: i prezzi dei kit di sopravvivenza sono offerti in una vasta gamma e partono da sessanta fino a trecento dollari. Non temete, non sarete lasciati soli nell'imbarazzo dell'acquisto. Gli addetti alle vendite vi spiegheranno - ad esempio - perchè in una sfilata lunga sei metri di maschere antigas tutte di colore nero, ce ne è una invece che è azzurra.

È persino elementare, giocata sulla psicologia. Ci raccontano che le case di produzione delle maschere antigas si sono rese conto che oltre all'immenso mercato militare, c'è l'ansia della gente ed il crescente desiderio di assicurarsi almeno una protezione che non necessariamente è pensata contro attacchi terroristici, ma anche - nel caso delle maschere - per cercare di salvarsi la vita in caso di incendio e l'esempio del Wtc fa testo.

Così i buontemponi dell'antigas hanno pensato di realizzare una maschera di colore blu perchè le ricerche di mercato avevano riferito che anche in situazioni d'emergenza l'apparenza vuole la sua parte. Gran parte degli intervistati aveva risposto infatti che la maschera nera incute terrore.

Sta di fatto che molti newyorkesi si sono precipitati da Safer America per uscire con qualcosa che desse loro un senso di sicurezza. Maschere, purificatori d'acqua, antibiotici, manuali di sopravvivenza e pillole contro il tumore alla tiroide sono andate letteralmente a ruba.

Il salto di vendite delle maschere antigas non è non è una novità: mentre prima dell'11/9 uno dei maggiori rivenditori ne vendeva 250 al mese, adesso volano a 39 mila, sempre al mese.

Il successo della prima giornata di vendite lascia scappare ai due fondatori, Samama e Kushner, la notizia che sono già in vista altre due rivendite sul tipo a Manhattan. Segno dei tempi.

Kushner, docente presso la Long Island University, autore di numerose pubblicazioni sul terrorismo e ospite fisso di talk-show, ha lasciato il suo incarico all'ateneo per dedicarsi a questo progetto assieme al socio, Samama, il quale ha pure abbandonato la sua attività finanziaria e racconta che l'idea gli è venuta quando inutilmente aveva cercato di acquistare una maschera da conservare accanto al letto nel suo appartamento nella Upper West Side.

Per i fondatori di Safer America il kit più semplice che ognuno dovrebbe tenere a portata di mano è una semplice torcia elettrica ed una radio. Queste sono le basi, alle quali si può aggiungere confezioni di pillole di potassio iodato che blocca l'esposizione della tiroide alle radiazioni, riducendo il rischio di tumori: una confezione di 56 pillole viene venduta per 11 dollari.

Per i più sofisticati e più danarosi è esposto un congegno, lo stesso installato nell'auto presidenziale, che filtra l'aria immessa nell'abitacolo e protegge contro sostanze tossiche, al costo di 6.700 dollari. Agli executive dei piani alti Safer America offre "Exec-u-Chute": un paracadute che si può aprire ad un'altezza superiore ai dieci piani, per coloro che riservano il lancio nel vuoto quale ultima alternativa alla fuga da un incendio, prezzo 845 dollari.

Arriverà un giorno che non potremo più fare a meno di tutti questi mezzi di sopravvivenza?

Non proprio, assicurano gli esperti. "Una cosa è prendere coscienza di un problema, un'altra è la gente che si precipita a comprare tutte queste cose. Devono capire anche le limitazioni delle stesse" osserva il docente Glenn Corbett del John Jay College of Criminal Justice. Altrimenti, sottolinea, ci ritroveremo come negli anni Cinquanta, al tempo della "civil defense" e ai bunker artigianali scavati nel giardino.

Certo sarà curioso sentirsi invitare così forse, un giorno: tesoro, che ne diresti se oggi andassimo a fare shopping al negozio contro il terrirismo?



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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