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Alle volte, osservando certe insegne di esercizi commerciali e carte geografiche dell'Italia prodotte su questa sponda dell'Atlantico, anche alla mente distratta viene da domandarsi se l'Italia tutto d'un tratto sia stata privata di una parte del suo territorio. Capita sovente di notare come nei marchi di certi prodotti e nelle pubblicità di negozi italoamericani venga data per dispersa una delle venti regioni d'Italia, quel gioiello che è la Sardegna, solidamente ancorata nel mezzo al Mediterraneo. I sardi che vivono nell'area metropolitana - che non sono un gruppetto sparuto - non se la prendono più di tanto per la cronica dimenticanza cui la loro terra d'origine è stata sottoposta nel corso degli ultimi decenni nelle raffigurazioni del nostro Paese. Per loro è semmai uno stimolo per consolidare i rapporti tra le collettività sarde presenti sul territorio statunitense e con la Sardegna. Relativamente nuovo nell'immenso panorama dei sodalizi italoamericani è il Circolo Shardana Usa fondato e presieduto da Bruno Orrù del New Jersey, cui sono associati centinaia di sardi provenienti da 48 località della regione, residenti nella Tri State Area. Recentemente si sono riuniti per la prima volta alla grande presso la sala ricevimenti Princess Chateau di Lodi, nel New Jersey e per l'occasione è giunta in visita alla collettività sarda una delegazione di amministratori dalla Sardegna guidata dall'onorevole Michele Cossa. "Difficile dimenticare questi giorni con i nostri corregionali" assicura Michele Cossa ad America Oggi. Riferisce che la visita ha consentito di conoscere le realtà locali, non solo in seno alla collettività sarda e agguinge "sono realtà che per molti versi sono sconosciute e abbiamo realizzato quale successo hanno raggiunto gli italoamericani ed i sardi in particolare in questo paese". Racconta che la delegazione, in visita a quattro municipalità dello Stato Giardino, è stata ricevuta dovunque con un'accoglienza molto calorosa e di avere verificato assieme agli amministratori comunali sardi in delegazione la diversa gestione della cosa pubblica nei comuni visitati. I sardi - aggiunge il deputato di Sestu, in provincia di Cagliari - hanno una caratteristica di lealtà e affidabilità "e questo mi è sembrato molto marcato laddove la nostra gente si è integrata nell'ambiente americano dove hanno raggiunto buone posizioni economiche, grazie anche al bagaglio di cultura che si sono portati dietro dall'Italia". Il deputato iscritto al gruppo misto (Liberal-Democratici-Repubblicani e Nuovo Psi) prosegue dicendo che da parte della Regione è in corso un tentativo di riavvicinamento con i corregionali residenti all'estero, anche con l'avvio di un centro servizi mirato. "Quella accumulata dai nostri corregionali all'estero è un'esperienza da importare, da rendere utile in Sardegna. Una risorsa da cui si può imparare e molto" sottolinea, mentre ammette che si dimostra più difficile l'avvicinamento ai giovani sardi all'estero. "I giovani essendo nati qui e avendo studiato qui, ci sembra che sentano meno lo stimolo della terra d'origine. Auspichiamo che si moltiplichino iniziative come queste - sostiene il deputato - in cui la Regione possa trovare un ruolo maggiore". Durante la serata sarda al Princess Chateau a cui hanno preso parte 250 persone tra Michele Cossa e Bruno Orrù c'è stato lo scambio dei doni: al deputato è stata consegnata una bandiera a stelle e strisce e al presidente del Circolo Shardana, un volume illustrativo sulla regione.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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