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La City corre ai ripari in vista dello sciopero dei trasporti pubblici

Riccardo Chioni - New York, 7 Dicembre 2002

Subway
 
Bus
Mancano solo otto giorni allo scadere del contratto di lavoro dei dipendenti del trasporto pubblico della Big Apple, ma le distanze nel negoziato tra sindacato e Mta oggi si misurano in anni luce.

Durante l'incontro di giovedì i sindacalisti del Transport Workers Union Local 100 hanno abbandonato il tavolo delle trattative sbattendo la porta, dopo aver ascoltato ed etichettato la proposta dell'azienda municipale dei trasporti "un insulto, oltraggiosa e provocatoria".

In breve, la proposta per il rinnovo del contratto di lavoro che interessa 34 mila dipendenti dell'Mta non prevede aumenti salariali nel primo dei tre anni del contratto, ma contempla un aumento dei contributi da parte dei lavoratori al fondo pensionistico. Quest'ultima clausola è stata la molla che ha provocato la reazione di stizza del leader sindacale Roger Toussaint che ha bollato l'offerta "un insulto, oltraggiosa e provocatoria", prima di alzarsi e abbandonare la sala.

Il suo gesto rende ancora più turbolenta la situazione già molto tesa creatasi tra il sindacato e l'azienda municipale Mta. Il clima attuale autorizza a prevedere allo scadere del contratto, il 15 prossimo, la paralisi dei trasporti su gomma e rotaia, come accadde 22 anni fa, se i 34 mila dipendenti decideranno di incrociare le braccia.

Alla conferenza stampa seguita allo "scontro", Toussaint ha confermato la sua posizione sul minacciato sciopero, asserendo che "è una decisione che spetta ai membri del sindacato", sottolineando tuttavia che gli stessi sono "molto delusi, turbati e arrabbiati". Il sindacalista ha peraltro precisato che non sarà presa alcuna decisione fino alla data di scadenza del contratto ed ha concluso con una battuta sulla proposta contrattuale avanzata dalla Mta dicendo che "non esiste al mondo che questa possa essere imposta ai dipendenti del trasporto pubblico. In nessuna maniera".

Anche la Mta ha chiamato a raccolta la stampa in altra sede per difendere la propria posizione che, a detta del capo delle trattative Gary Dellaverson, "si muove nella direzione giusta proponendo importanti modifiche proprio in quelle aree che per l'azienda sono di importanza critica".

La proposta prevede - tra l'altro - alcune modifiche da apportare al sistema disciplinare che il sindacato ha già condannato e giudicato palesemente mirate a punire il personale.

Non sono previsti aumenti salariali per il primo anno di contratto e negli altri due l'aumento sarà legato a quanto l'azienda riuscirà a risparmiare, grazie alle prestazioni dei dipendenti. È inclusa anche la fusione di due divisioni di servizi su gomma della Mta che, attualmente, crea barriere di mobilità ed impedisce ad esempio agli autisti di bus di Manhattan e del Bronx di prestare servizio negli altri quartieri della città.

"Cerchiamo di capirci - esordisce Dellaverson -. Non è che noi non comprendiamo il desiderio dei dipendenti di vedere aumentare il proprio salario. Ciò che stiamo dicendo è questo: collaborate con noi a rendere il servizio dei trasoprti più efficiente, valuteremo il lavoro e i dipendenti ne beneficeranno economicamente".

Ma per il sindacato questo non è altro che l'esecuzione di un esplicito ordine ricevuto da City Hall che impone il congelamento dei salari per i dipendenti municipali, mentre scende in campo anche il governatore George Pataki a gettare acqua sul fuoco, implorando le parti ad agire con responsabilità e buona fede nella negoziazione altrimenti "uno sciopero potrebbe provocare gravi conseguenze per coloro che infrangono la legge".

Intanto la City si prepara, nell'eventualità che si arrivi al 15 prossimo con una rottura delle trattative e i 34 mila decidano di incrociare le braccia, allestendo un piano d'emergenza che vede coinvolti l'Office of Emergency Menagement, il Department of Transportation, la Taxi & Limousine Commission e il Police Department con restrizioni al traffico in entrata a Manhattan sia privato che commerciale con imposizioni di "carpool" e limitazioni, mentre saranno allestiti immensi parcheggi presso gli stadi Yankee e Shea per i pendolari che da quelle località potranno usufruire dei servizi di trasporto d'emergenza.

Alcuni dei provvedimenti da assumere sono stati presi in prestito dal piano che aveva allestito Rudolph Giuliani tre anni fa quando si prospettava uno sciopero simile.

Secondo il piano saranno messi a disposizione bus privati per gli strudenti, le scuole chiuderanno nel primo giorno di sciopero e nei seguenti le classi inizieranno due ore più tardi, mentre i veicoli con meno di tre persone a bordo si vedranno bloccare l'accesso a Manhattan.

Il sindaco Michael Bloomberg evita alla grande alcun accenno al minacciato sciopero. Lo ha fatto una volta soltanto il mese scorso durante uno dei suoi appuntamenti radiofonici, ma nei corridoi di City Hall alcuni suoi stretti collaboratori assicurano che la settimana prossima renderà pubblico il suo piano d'emrgenza per affrontare i disagi dello sciopero.

Per il momento però la situazione volge al peggio e il sindaco non vorrà certo ritrovarsi come il suo predecessore Ed Koch che nell'aprile del 1980 saltellava con il suo sorriso solito tra un ponte all'altro a salutare i cittadini che li attraversavano a piedi per raggiungere i posti di lavoro. In quei undici giorni di paralisi del trasporto pubblico madre natura aveva collaborato com splendide giornate primaverili, ma per Bloomberg c'è solo freddo glaciale in vista.



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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