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Non li ha fermati la neve e neppure il ghiaccio sulle strade. I cacciatori incalliti di svendite, attirati da una campagna di sconti messa in atto dai rivenditori per gli acquisti del dopo-Natale, si sono riversati nei negozi downtown e negli shopping mall.
Anche se maree di persone si sono ritrovate sin dalle prime ore del mattino di ieri nei negozi e shopping mall cittadini ed axtraurbani, tutti a caccia di merce scontatissima, gli analisti del settore definiscono questa stagione la peggiore degli ultimi trent'anni.
I newyorkesi hanno preso d'assalto Bloomingdale a Manhattan, mentre hanno snobbato i grandi magazzini dei sobborghi dove il traffico è stato decisamente ridotto rispetto agli anni passati.
"Forse è stata complice la neve, ma una volta liberate le strade con nostra sorpresa è ripreso il ritmo del post vacanza nei nostri magazzini di Long Island" commenta Anne Keating, portavoce di Bloomingdale.
Anche se i biglietti verdi vanno a gonfiare le casse dei rivenditori in questi giorni, non bastano tuttavia a placare il marcato scontento che serpeggia tra la categoria.
Michael Neimira, economista della Bank of Tokio-Mitsubishi di Manhattan cerca di gettare acqua sul fuoco, anche se sottolinea che i numeri parlano chiaro.
"Non possiamo asserire che stia andando proprio male, perchè la stagione degli acquisti non si è ancora conclusa. Ma i numeri la dicono lunga" aggiunge Neimira, secondo cui le vendite durante il periodo novembre-dicembre di quest'anno sono aumentate del 2.2 per cento, ovvero la crescita più scarsa registrata negli ultimi tre decenni.
I negozianti asseriscono che il fenomeno in parte è dovuto al fatto che i consumatori hanno avuto a disposizione un periodo inferiore di tempo tra la festività del Thanksgiving e quella natalizia, esattamente sei giorni in meno, rispetto a l'anno precedente.
Nonostante i cartelloni che indicavano grandi sconti anche prima del Natale, i consumatori si sono dimostrati riluttanti a spendere grosse cifre, costringendo grandi distributori come Wal-Mart ad abbassare ulteriormente i prezzi. Mentre ieri la stessa maggiore catena statunitense di grandi magazzini ha annunciato che quest'anno le vendite sono aumentate solo di un risicato 2-3 per cento, quando le proiezioni della società avevano prospettato un aumento dal 3 al 5 per cento, tanto che la corsa agli acquisti di questi giorni viene definita mestamente da Wal-Mart "troppo tardi e troppo poco".
Anche da Macy's a Herald Square i cacciatori di prezzi scontati sono arrivati di prima mattina, anche se per taluni la levataccia non ha prodotto i risultati sperati e lasciano delusi a mani vuote il grande magazzino.
"Non sono alla ricerca dell'impossibile, ma vedo che alla fin fine non si tratta di sconti fenomenali" dice la 35enne Denise Trooien che ha optato per due maglioni scontati da 59 a 45 dollari, mentre il 18enne Sam Michael di Brooklyn, più smaliziato, sottolinea che "le cose di cui si vogliono disfare sono in svendita, ma quelle che vorrei io non lo sono".
Anche da Sears, Roebuck and Co. allo shopping mall di Burlington la gente si è fatta trovare di fronte all'ingresso ancora prima dell'apertura, ma la curiosità ha prevalso sulla frenesia delle compere e la tendenza è la stessa, parsimoniosa, dei giorni passati.
Non tutti, però, piangono miseria. Nei negozi OfficeMax Inc. - ad esempio - regna l'entusiasmo. La catena che vende forniture per uffici, la terza in campo nazionale dopo Office Depot e Staples, nel mese di dicembre ha registrato un aumento inaspettato del dieci per cento nelle vendite, facendo insomma registrare il Natale 2002 come la stagione migliore nel giro degli ultimi tre anni.
Sono invece moltissimi coloro che non si sono voluti affannare a spalare la neve e cercare un parcheggio agli shopping mall ed hanno preferito fare acquisti online, comodamente dal salotto di casa, in pantofole e vestaglia.
Nel settore delle cybervendite siamo addirittura di fronte ad aumenti record. La società BizRate.com, che supervisiona duemila website, attesta che durante il recente periodo 25 novembre-25 dicembre le vendite in rete sono aumentate del 23 per cento, per un valore complessivo di 7.92 miliardi di dollari.
Amazon.com conferma la tendenza: questa che si avvia alla conclusione - sostengono - è stata la migliore annata in assoluto con 57 milioni di merci vendute in tutto il mondo.
La settimana finale di dicembre, è noto, contribuisce ad ingrassare le casse dei rivenditori ed è attesa come una sorta di manna dal cielo che quest'anno, tuttavia, ha lasciato cadere in maniera molto frugale.
Lo scorso anno la stessa settimana della corsa finale agli acquisti aveva fruttato quanto era bastato a soddisfare i negozianti, ma il 2002 per la categoria se ne sta andando con molte incognite e pochi risultati.
Passeggiando e guardandosi attorno lungo la ricca Madison Avenue, l'analista del settore vendite, Burt Flickinger, commenta questi giorni di magra "i curiosi non mancano da nessuna parte, peccato che non siamo acquirenti".
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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