 Gastone Orefice Ortona e il ministro Giorgio Radicati all'Istituto di cultura
|
|
Un'immersione nella lingua italiana che si trasforma e nel linguaggio giovanile per un centinaio di insegnanti della Tri-state Area nella sede dell'Istituto italiano di cultura a Park Avenue, attrezzato per l'occasione in una vera aula scolastica con lavagna e audiovisivi.
Un appuntamento annuale che Maria Giuseppina Vincitorio, preside dell'Ufficio scolastico presso il Consolato Generale di New York, si augura in futuro possa avere una cadenza più frequente, così come richiedono gli stessi docenti di italiano.
"È il corso di aggiornamento che viene organizzato dall'Ufficio scolastico del Consolato, con la collaborazione dello Iace (Italian American Committee on Education), l'ente gestore cha ci aiuta nell'organizzazione dei corsi con i fondi del ministero degli Esteri. È un corso di aggiornamento di formazione per i docenti che viene sviluppato in tre zone: New Jersey, New York e Connecticut" spiega la preside.
I docenti fatti giungere dall'Italia sono Maurizio Trifone, direttore del Centro linguistico dell'università per stranieri di Siena e Susanna Bruni, già presenti lo scorso anno e richiamati per ripetere l'esperienza considerata positiva dagli stessi insegnanti che anche quest'anno non hanno voluto perdere l'occasione.
"Ci è sembrato molto importante, alla luce dell'esperienza positiva dell'anno scorso. Il tema di quest'anno è la trasformazione dell'italiano nel linguaggio dei giovani e i vari tipi di linguaggio. Questa è la parte teorica che è svolta dal professor Trifone, mentre la parte operativa è curata da Susanna Bruni e si riferisce all'uso del cinema nell'insegnamento della lingua italiana".
Ad ogni insegnante è stato consegnato materiale cartaceo ed un'audiocassetta di un'ora e mezza con spezzoni di materiali autentici sia per bambini, che adolescenti e adulti. E tra questi figurano anche alcune scene del film "Johnny Stecchino" con Roberto Benigni.
Gli insegnanti che partecipano al corso di aggiornamento sono 140 a New York, 35 nel New Jersey e 30 nel Connecticut.
"Rappresentano solo una parte dei docenti, sono quelli che lavorano con lo Iace, però quest'anno sono stati invitatri anche altri insegnanti che non fanno parte dei corsi Iace.
Gli insegnanti sono molto contenti, anche perchè - spiega la preside - questi sono i pochi momenti in cui possono incontrarsi, scambiarsi esperienze, ma anche parlare in italiano e aggiornare il proprio lessico, oltre che la metodologia".
Il governo italiano è intervenuto fortemente negli ultimi anni per fornire agli insegnanti mezzi di insegnamento cartecei e visivi, ma per gli insegnanti c'è ancora molto da fare.
"I docenti chiedono un maggior numero di corsi di aggiornamento e sempre più materiale autentico, perchè la difficoltà è proprio quella di reperire il materiale. Speriamo quindi nella sensibilità dei politici e del governo italiani".
All'arrivo del console generale Giorgio Radicati per i saluti, la preside gli esprime l'augurio che si possano realizzare viaggi per gli insegnanti della lingua italiana in Italia sottoforma di borse di studio, ma anche la possibilità di allestire uno scambio di insegnanti dall'Italia agli Stati Uniti e viceversa, ribadendo l'auspicio che il governo italiano voglia far fronte alle richieste del corpo insegnante.
I corsi Iace negli ultimi anni hanno vissuto un vera esplosione di partecipazione da parte di studenti desiderosi di apprendere la nostra lingua, passando da cinquemila di pochi anni fa agli attuali trentamila circa sparsi sul territorio metropolitano.
"Non è una novità il fatto che se vogliamo continuare a diffondere la nostra cultura dobbiamo iniziare dalla lingua italiana. La lingua è il veicolo - ha esordito il ministro Radicati -, senza la lingua non si può svolgere una politica culturale che abbia un impatto. Per poter insegnare la lingua occorrono tre fattori. Primo, un grosso impegno finanziario del governo. E devo dire che nei quattro anni del mio mandato l'impegno c'è stato. Secondo, occorre la domanda sul posto e questa domanda esiste. Lo conferma il numero degli studenti che frequantano i corsi di italiano che oggi sfiora i trentamila. Terzo fattore: è la possibilità che gli insegnanti riescano ad impartire lezioni, che riescano insomma ad insegnare l'italiano e questo è un grosso deficit che dobbiamo superare, perchè non abbiamo un numero sufficiente di insegnanti, ma soprattutto non li abbiamo sufficentemente preparati".
Il ministro Radicati sostiene che occorre un'opera di reclutamento degli insegnanti di lingua italiana a largo raggio, che comprenda sia il paese dove si è ospitati, sia il paese da cui noi veniamo e che coinvolga tutte quelle istituzioni che sono impegnate nella diffusione e nell'insegnamento della lingua italiana.
Lo Iace era rappresentato dal direttore esecutivo Tina Rella e dal vice presidente Gastone Orefice Ortona, il quale ha sottolineato che in sede parlamentare c'è ancora qualche problema da risolvere ed il riferimento è puramente economico.
"La richiesta di insegnamento c'è, gli insegnanti pure, seppure non sufficente, ma tutta la struttura avrebbe bisogno di un sostentamento finanziario maggiore, di un impulso maggiore. Lo Iace - aggiunge - dovrebbe avere un ufficio adeguato dove ognuno possa recarsi, ma al momento non possiamo realizzare questo progetto perchè i fondi a dispoisizione non lo consentono".
Uno degli impegni del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (Cgie) - sottolinea Orefice - riguarda il riconoscimento delle lauree italiane da parte delle autorità statunitensi e questo è un tema di carattere squisitamente politico che dovrà essere affrontato in tale sede". Argomento questo peraltro molto sentito tra i docenti da questa e dall'altra parte dell'Atlantico.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
|