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Il voto degli italiani all'estero e i rapporti tra Italia e Stati Uniti sono stati gli argomenti discussi durante l'incontro della delegazione di senatori di Forza Italia con la stampa italiana presso l'Istituto italiano di Cultura di Park Avenue, organizzato dall'Associazione dei corrispondenti italiani in Nord America (Acina). A fare gli onori di casa c'era il neo direttore dell'Istituto, Claudio Angelini, moderatore il presidente dell'Acina, Giampaolo Pioli. Della delegazione facevano parte il capogruppo di Forza Italia al Senato, Renato Schifani e i senatori azzurri Vittorio Pessina, Riccardo Minardo e Paolo Guzzanti. "Abbiamo voluto visitare i luoghi dove la presenza della comunità italiana è di alta intensità. Ci ripromettiamo anche di visitare altre realtà quale quella argentina dove il consolidamento della italianità si è ormai radicato ha esordito il presidente dei senatori di FI . Una cosa mi ha colpito ieri durante un colloquio: i nostri concittadini ormai vengono considerati americani di origine italiana. E in questa espressione vi è un tutt'uno: vi è la consapevolezza del fatto che ormai gli italiani si sono talmente inseriti, fanno talmente sistema all'interno di una classe economica che non era la propria, da esserne considerati addirittura parte protagonista". Schifani ha aggiunto che per FI è di estrema importanza la comunicazione, la conoscenza delle realtà all'estero in Italia e viceversa. Poi parlando della politica, il senatore Schifani ha sostenuto "purtroppo il teatrino della politica non è scomparso. L'informazione è condizionata quotidianamente da delle battute o notizie che nulla hanno a che fare con l'approfondimento della verità, ma che aderiscono soltanto all'esigenza mediatica del gossip e quindi dello scontro, ma che non hanno nulla a che vedere in effetti con un approfondimento di certi dati che possono essere di interesse di tutti. Di quello che si sta facendo da parte del governo, o bene o male che sia. Io sono di origine siciliana e quindi avverto, probilmente più di altri, quella che è una realtà prevalentemente meridionale in questi paesi, ma non è soltanto così. Abbiamo riscontrato come altre grosse figure non meridionali abbiano fatto sistema all'interno degli Stati Uniti e ci ripromettiamo di essere più presenti in questa realtà e in occasione del Columbus Day faremo in modo che anche una delegazione di nostri parlamentari possa sfilare alla festa di tutti gli italiani, sia quelli che vivono nel nostro paese che quelli che vivono fuori". Per quanto riguarda il diritto di voto degli italiani all'estero il capogruppo di FI sottolinea che si tratta di un grosso traguardo. "Ce ne siamo occupati nella precedente legislatura e non siamo riusciti ad adottare una legge che potesse essere una buona legge che garantisse a tutti gli italiani residenti all'estero di votare. Non vi erano i tempi perché non c'erano i registri dell'Aire aggiornati, abbiamo fatto dei passi in avanti in questa legislatura, abbiamo approvato un'importante legge scegliendo all'unanimità il criterio della rappresentatività. Questa legge ha proseguito consentirà a tutti i partiti di essere rappresentati, non sarà una legge maggioritaria, sarà una legge proporzionale con il voto di preferenza perché si è fatta una scelta. Era giusto e doveroso garantire che tutti gli italiani che vivono all'estero potessero esprimere dei propri candidati in relazione ad un'appartenenza partitica e che tutti i partiti potessero essere rappresentati. I parlamentari eletti all'estero porteranno all'interno del Parlamento una rappresentatività estera non politicizzata. Non saranno il frutto di uno scontro all'interno di un collegio, ma saranno rappresentanti di un movimento politico che all'interno del Parlamento poi andrà a trovare la sua logica collocazione nella coalizione di appartenenza". Al senatore Vittorio Pessina America Oggi ha chiesto di spiegare l'iter della legge sul voto all'estero. "È piuttosto complesso. Si sta portando avanti soprattutto con una grossa difficoltà: individuare chi sono gli italiani all'estero, perché ci sono le liste dei consolati e quelle dell'Aire che sono differenti e non combaciano. E questo è il primo problema. Non credo sia un iter che si interromperà, arriveremo per tempo alle elezioni europee, in modo da consentire di ripetere questa performance che è stata molto positiva in occasione del referendum, una prova generale che ha dato dati eccellenti". Ieri sarebbe stato l'ultimo giorno valido per indire le elezioni dei Comites, semprechè non si voglia votare a Natale o Capodanno. "Per i Comites stiamo approvando una proroga per spostarli e probabilmente si andrà avanti per un altro trimestre, proprio per cercare nel frattempo di dipanare la matassa delle liste elettorali". Si è parlato anche dei rapporti di amicizia che legano il presidente George Bush e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e di come potrebbero cambiare nel caso alla Casa Bianca fosse eletto un altro candidato. "I rapporti tra Usa e Italia resterebbero solidi ha sostenuto il senatore Paolo Guzzanti perché nessuno potrà smantellare quanto costruito". Ha aggiunto che tra Berlusconi e Bush esiste una relazione personale, ma soprattutto, sono stati posati tra Italia e Usa "mattoni importanti ed eretti pilastri all'insegna di una relazione rifondata". "Piaccia o no ha aggiunto Guzzanti Berlusconi ha introdotto nella politica il fattore umano. Questo ha giocato potentemente con il presidente russo Putin e chiunque sia il futuro presidente degli Stati Uniti, il governo americano e quello italiano seguiteranno a sviluppare eccellenti relazioni umane".
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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