Riccardo Chioni - America Oggi - New York, 26 Ottobre 2001
I vigili del fuoco avevano parcheggiato lungo la strada due automezzi. La polizia, invece, sta lì a due passi: sono gli uomini e le donne in uniforme del 104.esimo distretto di Ridgewood, nel quartiere di Queens.
Nel salone del Peter Cardella Senior Citizen Center lungo Fresh Pond Road il personale dell'Nypd e del Nyfd siede alle tavolate di almeno una decina di nonni ognuna. Li coccolano, li ringraziano, vogliono esprimere la loro riconoscenza per il sacrificio di centinaia di loro.
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Sui distintivi che uomini e donne portano al petto si leggono nomi che suonano di casa. Italoamericani come quelli di molti componenti le prime squadre di soccorso arrivate sul luogo della tragedia, inghiottiti dalle macerie del World Trade Center.
Il venti per cento di coloro corsi incontro alla morte per salvare la vita di migliaia di persone, erano di origine italiana e di cui il capo dei vigili del fuoco di New York, Peter Ganci è il portabandiera dell'eroico esempio e parla per tutti gli altri.
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Gli anziani di Ridgewood - oltre trecento, più quelli rimasti senza posto a tavola - avevano invitato a tavola gli uomini e le donne in uniforme praticamente loro vicini di casa e di caserma.
Per loro - una ventina in tutto - avevano preparato coscia di pollo al forno, verdura e biscotti. Il tutto, accompagnato da una sana dose di latte, ma con il caffè finale.
Nell'occasione Tony DiPiazza, della Federazione Italo-Americana, accompagnato da Peter Cardella, ha distribuito a familiari di persone decedute negli attentati al Wtc una parte dei 35 mila dollari raccolti durante una manifestazione promossa un paio di settimane fa nel rione dalla stessa Federazione di Ridgewood.
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Il rappresentante dei vigili del fuoco ha ringraziato le centinaia di nonni del quartiere per l'affettuoso gesto e la calorosa atmosfera dell'intero corpo dei Senior Citizen del Peter Cardella Center.
Il reverendo Al Barozzi nel suo intervento ha rammentato che ottanta diverse nazioni hanno perso qualche cittadino nell'immane crollo. Poi, rivolgendosi a quelli in divisa, ha detto "voi ci date gloria e onore. Perchè questo Paese è così grande e libero, a qualcuno non piace. Intendono distruggerlo, ma non ci riusciranno mai".
Il sacrificio del personale in uniforme, aggiunge il sacerdote, è sinonimo di amore per gli altri, di compassione. Addolorato, racconta di avere celebrato e partecipato a tanti funerali di vittime con nomi e cognomi italiani.
"L'iniziativa della Federazione di raccogliere fondi era stata lanciata all'inizio di ottobre. Abbiamo lanciato l'invito per una serata italiana e in più di 250 persone avevano l'avevano raccolto, offrendo contributi, cui si sono associati altri donatori esterni che hanno messo assieme 21 mila dollari. Il nostro contributo alle famiglie delle vittime. La nostra Federazione ha assegnato al fondo di beneficenza 10 mila dollari e 3 mila da quella della Federazione di Brooklyn e Queens, così abbiamo raggiunto la cifra di 31 mila attuale" riferisce Tony Di Piazza.
|  | La serata era stata totalmente sponsorizzata dalla Federazione e il 100 per cento del ricavato è stato destinato ai familiari delle vittime del Wtc.
Dei 31 mila dollari raccolti, 11 mila sono a favore dei figli del personale in divisa, mentre i 20 mila restanti sono destinati ai familiari delle vittime che hanno fatto e faranno richiesta, che risiedono nel quartiere e che hanno bambini da allevare perchè, sottolinea Di Piazza, la donazione è mirata ai figli di coloro che hanno perso la vita, che devono crescere e studiare. Per il momento soltanto otto famiglie hanno richiesto ed ottenuto una fetta del fund raising organizzato dalla Federazione, ma secondo alcune stime le famiglie colpite dalla disgrazia dell'11 settembre nel quartiere sarebbero un'ottantina.
Il cavaliere Peter Cardella è telegrafico, ma arriva subito al punto "siete i nostri eroi, sempre in prima linea, per combattere il crimine gli uni e per soccorrere chi vive la tragedia, gli altri".
Di Piazza dice che, come tanti altri newyorkesi, conosceva qualcuno che lavorava nelle Torri e che la gente di Ridgewood ha voluto apportare il proprio contributo da italiano al resto del mondo, a chiunque sia stato travolto dalla tragedia.
I primi assegni sono stati consegnati ai familiari di Patrick Waters e Scott Larsen del Nyfd, di Ramon Suarez dell'Nypd e a quelli delle vittime Frank Koestner, Scott Charles Timmes, Erwin Erker, Paul De Cola e David Marc Sollins.
La cermonia messa insieme dalle centinaia di membri del centro per gli anziani aveva visto anche la presentazione di omaggi da parte di artisti come Carlos Martes, del programma per sordomuti "Friends" e di Claire Forzano, la quale ha dedicato agli ospiti in uniforme una sua poesia.
I saggi anziani di Ridgewood non a caso avevano invitato i giovanissimi del quartiere a toccare con mano l'atsmofera di calore per il personale in divisa, tra quelle tavolate di nonni sorridenti.
In chiusura della cerimonia ha fatto l'ingresso, in fila indiana, una scolaresca dell'asilo della scuola P.S. 88, proprio di fronte al Centro: cappellino patriottico in testa, garofano in mano, cantando in coro "God Bless America", che ha elettrizzato tutti.
I piccoli, dopo la simpatica esibizione, si sono intrattenuti con pompieri e poliziotti tra gesti, sorrisi e strette di mano, come vecchi amici.
Articolo pubblicato da America Oggi. Copyright © Riccardo Chioni
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