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Polizia e pompieri di New York ancora in disaccordo sulle competenze in casi d'emergenza

Riccardo Chioni - New York, 3 Aprile

Polizia
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È trascorso quasi un anno dalla data stabilita da City Hall per la stesura del piano di comando nella gestione delle situazioni d'emergenza, arenatosi di nuovo sull'eterna rivalità di competenze tra pompieri e polizia, mentre la scadenza per sottoporlo al ministero per la Sicurezza Nazionale, onde ricevere fondi federali, bussa alla porta.

Per il momento la storica diatriba tra i "bravest" e i "finest" della Big Apple sembra non preoccupare il Palazzo, ma i giorni, le settimane e i mesi passano e la scadenza di ottobre fissata dal fondo per la "federal homeland secutiry" per le città che intendono ottenere contributi sembra ancora più vicina di quanto lo sia in realtà, se si pensa che lo scoglio maggiore da superare è lontano ancora anni luce.

Il piano di comando doveva essere ultimato l'estate scorsa, ma invece è ancora bloccato su un punto chiave della proposta: la responsabilità affidata alla polizia in caso di attacco terroristico e non ai pompieri. Attribuzione questa che ha fatto rassodare ancora di più l'antica ruggine tra i due dipartimenti di pompieri e polizia.

Il Fire Commissioner, Nicholas Scopetta, non usa mezzi termini e a chi gli chiede un commento risponde lapidario di essere "sconcertato" dal fatto che sia trascorso tanto tempo senza trovare un accordo.

A City Hall cercano di gettare acqua sul fuoco. Il portavoce del sindaco, Ed Skyler assicura che l'amministrazione è soddisfatta dei progressi fatti negli ultimi mesi e si dice fiducioso che ciò che ancora resta insoluto, presto sarà risolto.

Il piano di comando era stato raccomandato dalla commissione indipendente che aveva analizzato gli interventi d'emergenza seguiti al disastro delle Torri Gemelle, stabilendo che era imperativo instaurare coordinamento e comunicazioni più uniformi tra i comandi di polizia e pompieri.

Il regolamento federale prima di erogare i fondi prevede la presentazione di un piano che spieghi in maniera dettagliata quali siano i compiti di polizia e pompieri per far fronte a situazioni d'emergenza che spaziano dall'indicente d'auto al bioterrorismo.

Alle voci secondo cui la polizia prenderebbe il comando in caso di emergenza, i pompieri rispondono con aspre critiche di arroganti pigliatutto.

"La polizia vuole essere al comando d'ogni situazione e noi dovremmo stare a guardare ciò che succede in silenzio, mentre prevale l'ego di qualcuno" commenta il vice capo dei pompieri, Nick Visconti, rappresentante dei capi del dipartimento in seno all'Uniform Fire Officers Association".

Ad ascoltare l'altra campana sembra invece chiaro perché. "Noi asseriamo che nella città di New York il dipartimento leader in caso di attacco terroristico dovrebbe essere quello della polizia e ciò non significa che vogliamo insegnare ai vigili del fuoco come spegnere un incendio" risponde Paul Browne, responsabile delle comunicazioni a One Police Plaza.

Gli alti gradi del Fdny temono che i vertici della polizia stiano cercando di sottrarre ai pompieri quelle mansioni tradizionalmente di loro competenza, come il trattamento in caso di bio o chimico-pericolo. Facendo ciò - sottolineano al Fdny - si rischia di mettere in pericolo la vita di soccorritori e cittadini, se non c'è l'esperienza necessaria.

"Le conseguenze di un atto di terrorismo con esplosioni, incendi, collassi strutturali, presenza di fumi o sostanze tossiche, devono essere mitigate per proteggere i primi soccorritori e il pubblico. I pompieri e il personale Ems sono in possesso di tali esperienze, training ed equipaggiamenti per affrontare questi aspetti del terrorismo" commenta, aggiungendo la sua voce al coro di lamentele, il portavoce del Fdny, Frank Gribbon.

La più vigorosa delle scaramucce tra pompieri e polizia avvenne due mesi dopo il crollo del World Trade Center, sfociata in una collutazione tra pompieri e polizia quando i primi dovettero soccombere nel procedimento di recupero dei resti umani a Ground Zero.

Dal novembre del 2001 a oggi non sono mancati episodi poco edificanti sul conflitto di competenze sulle scene di diverse situazioni d'emergenza in cui alcuni membri di squadre di elite di agenti e pompieri erano persino venuti alle mani.

Intanto, mentre gli agenti di polizia si preparano al peggio in occasione della covention repubblicana al Madison Square Garden dal 30 agosto al 2 settembre, il sindaco cerca di rincuorare i newyorkesi sulla possibilità di una chiusura prolungata della Penn Station.

Ieri Michael Bloomberg sulla scia della contestata chiusura ha precisato che - nel caso lo richieda il servizio segreto - la stazione sarà chiusa per il minimo indispensabile, un paio d'ore, forse, quando salirà sul podio il presidente W. Bush. "Dopotutto si tratta di poco tempo e New York riuscirà a sopravvivere anche a questo inconveniente" ha commentato il sindaco.



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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