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Il sindaco di Messina "scopre" i connazionali in America

Riccardo Chioni - New York, 5 Novembre 2002

Mantineo Leonardi
Andrea Mantineo direttore di America oggi e il sindaco di Messina, Salvatore Leonardi
Doppia missione a stelle e strisce per una delegazione del Comune di Messina guidata dal sindaco Salvatore Leonardi, accompagnato dal deputato Olga D'Antona, dal docente dell'Università messinese, Marcello Saija e da Daniela Irrera, responsabile delle relazioni internazionali e dirigente del Centro studi emigrazione dello stesso ateneo.

Ieri la delegazione ha fatto visita alla redazione di America oggi ed il sindaco ha illistrato i motivi della sua visita.

"Mi trovo negli Usa per due ordini di motivi. Uno è di carattere formale, per restituire la visita del senatore La Valle venuto nell'estate scorsa a Messina e l'accordo era che alla prima occasione avrei contraccambiato. L'altro motivo è la felice combinazione del convegno organizzato dall'universitàdi Stony Brook che ha uno scambio di relazioni culturali con l'ateneo di Messina e la possibilità di incontrare i messinesi ed i siciliani più in generale che vivono qui mi ha sollecitato ulteriormente in questa visita che è stata molto interessante perchèmi ha consentito di entrare in contatto con una realtà che disconoscevo".

Il sindaco di Messina ha scoperto un'altra Sicilia negli Stati Uniti con cui non era mai entrato in contatto. "Ho trovato che questi italoamericani tentano di riscoprire le proprie radici e tornare laddove i loro antenati erano partiti. Ho ascoltato delle storie notevolmente interessanti ed ho constatato che rivendicare queste origini è un motivo di orgoglio. E la cosa mi ha stupito. Mi ha colto di sorpresa".

I siciliani, i messinesi di vecchia generazione, ma anche i giovani vogliono tornare alle origini, anche per un'immersione di cultura di cui hanno soltanto sentito parlare dai genitori o dai nonni.

"Devo dire che le persone che ho incontrato, di seconda generazione, hanno un forte desiderio di riscoprire le origini, ma bisogna approfondire il discorso per avvicinare i giovani. Quelli di antica emigrazione vivono questo momento con grande esaltazione e contano di poter tornare nei paesi d'origine".

Il sindaco Leonardi ha partecipato al convegno presso l'università di Stony Brook a Long Island e a New York. "I contenuti erano di estrazione diversa, sia sotto l'aspetto della provenienza territoriale, che come estrazione sociale". Nel suo intervento all'ateneo di Long Island, Leonardi ha detto che "con un approccio multidisciplinare e il supporto di una metologia complessa e moderna, si è realizzata un'operazione culturale che contribuisce e restituisce memorie di un passato spesso dimenticato", in relazione al convegno.

La municipalità messinese in passato non aveva mai ritenuto di cercare di incentivare il "turismo di ritorno", ma la visita di questi giorni è servita al sindaco anche come stimolo ad approntare provvedimenti che possano promuovere il ritorno alle radici.

"È uno stimolo in più che è venuto. Forse finora non abbiamo fatto gran che, onestamente. Ne pensavo che ci fosse questa realtà di cittadini desiderosi di tornare al proprio paese in Sicilia. Quindi adesso cercheremo di organizzare, favorire e agevolare questo ritorno perchè è interessante anche sotto l'aspetto del rilancio economico economico del territorio".

Leonardi sottolinea che con la sua visita ha inteso anche esplorare il mercato americano per i prodotti agroalimentari del territorio messinese e per questo si è incontrato nei giorni scorsi con il direttore dell'Ice, Roberto Luongo.

"Anzitutto ci sono i prodototti della terra, il comparto agroalimentare che è molto vasto, ma anche quelli dell'artigianato, senza tuttavia perdere di vista il settore del turismo che è di notevole importanza, anche di quello religioso che in Sicilia trova parecchi momenti di tradizioni storiche e culturali".

Anche Messina, come il resto della Sicilia, intende sfatare il triste mito della malavita organizzata che per decenni ha perseguitato l'Isola e i suoi abitanti in tutto il mondo.

"Non c'è dubbio. Mi pare che si sia un pò smorzata questa cappa che s'era imposta sulla Sicilia, ma bisogna continuare a lavorare per milgiorare l'immagine pulita dell'Isola, più reale e aggiornata ai giorni nostri, altrimenti si finisce per dare un giudizio inesatto".

Nell'intervento all'ateneo di Long Island, il sindaco di Messina ha voluto mettere l'accento sul ruolo dell'amministrazione pubblica in relazione all'emigrazione dei suoi concittadini nel paese d'adozione.

"Attraverso questi contributi, si offrono impensate occasioni di riflessione su tutti i temi che interessano gli appartenenti alla comunità messinese, sia in Sicilia che qui a New York. È infatti un contributo rilevante al recupero della cultura della memoria, che rende visibile la storia dell'emigrazione, sinora in gran parte ignorata o emarginata. Si approfondisce così il rapporto tra la cultura e la scoperta o riscoperta delle radici, anche in vista del mantenimento della cultura e l'uso della lingua d'origine. Si dovrà - ha concluso il sindaco - affrontare il significato della plurinazionalità reletivamente alle terze e quarte generazioni susseguite alle immigrazioni iniziali, in un contesto di omologazione globale".



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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