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La tragedia ha fatto la fortuna del "singing cop" Daniel Rodriguez |
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Riccardo Chioni - America Oggi - New York, 15 Dicembre 2001 L'attacco terroristico dell'11 settembre ha causato una serie infinita di conseguenze negative per New York. Ma per l'agente di polizia Daniel Rodriguez, ormai soprannominato amichevolmente "singing cop", la tragedia si è invece trasformata in un trampolino di lancio che gli ha procurato il successo da costa a costa ed oltre. La sua melodiosa interpretazione di "God Bless America" lo scorso 23 settembre allo Yankee Stadium aveva aperto la cerimonia alla memoria delle vittime del Wtc. Durante la finale del World Series aveva scaldato i cuori di tifosi e giocatori, aveva rallegrato la parata di Macy's, infine, aveva portato lo spirito patriottico a Rockefeller Center in occasione della tradizionale cerimonia di accensione dell'albero di Natale, solo per citare gli eventi più importanti cui è stato invitato nei tre mesi passati il "singing cop" Rodriguez. | ![]() Rudolph Giuliani e Daniel Rodriguez |
Trentasettenne, due figli, da sette nel corpo di polizia, ex postino canterino, era cresciuto ascoltando il beniamino di famiglia, Mario Lanza. È stato ospite dello show di David Letterman, di Good Morning America, lo hanno visto sui teleschermi del Brasile, Sud Korea, Canada e Inghilterra. Ma la dea bendata lo ha baciato due mesi fa proprio allo Yankee Stadium, dove l'agente Rodriguez era stato invitato - quale membro della divisione del cerimoniale - a cantare l'inno nazionale. Tra gli ospiti siedeva il tenore Placido Domingo, il quale al termine della performance mostrò a Rodriguez il pollice alzato, in segno di apprezzamento. Domingo ha voluto adottare subito il talento in divisa, ammettendolo a tre mesi intensivi di addestramento presso la Washington Opera, di cui Domingo è direttore artistico. Da Milano, dove è impegnato alla Scala, Placido Domingo sottolinea che "è necessario addestrarlo meglio all'uso della voce, alle rifiniture, insomma e per lo start iniziale lo inserisco nel Vilar-Domingo Young Artists Program che dirigo". Per Rodriguez è un sogno che passava nella sua mente da quando era bambino, trasformatosi ora in realtà. "Quando guardo alla mia situazione - racconta l'agente tenore - vedo una grande tragedia che personalmente mi ha portato una grande benedizione". E in attesa di prendere l'aspettetiva a marzo, il "singing cop" ha pure prodotto un CD che sarà sugli scaffali dei negozi di musica da martedì prossimo. Il primo cittadino, amante d'opera, che- purtroppo, nella tragedia - ha avuto infinite occasioni di ascoltarlo, è un suo sfegatato estimatore e gli rivolge parole d'affetto. "Una delle mie grandi passioni è l'opera, questo è risaputo, ma più ancora sono un estimatore delle voci tenorili - spiega Giuliani -. Adoro Danny. È una persona meravigliosa, un eccellente agente di polizia che ha avuto la grazia di nascere con una voce assolutamente incredibile". Al suo tenore-agente, Giuliani ha dedicato la sua voce, nell'introduzione del CD inciso sulla nuova etichetta Emi "Manhattan Records" che comprende God Bless America e We Will Go On, oltre ad altre personali interpretazioni di celebri arie. Cresciuto a Brooklyn, Rodriguez è praticamente cresciuto al suono della musica. Operistica, naturalmente. Iniziò ad esibirsi quando era adolescente. "Il mio primo ruolo - ricorda il tenore - fu il giudice Frye in 'Oklahoma. Ero un bimbetto magro magro dentro una maglietta che a stento riusciva a fare uscire suoni dalla bocca", ma evidentemente non doveva essere andata proprio così, dal momento che l'American Youth Repertory di Manhattan lo invitò a partecipare ad uno studio di canto abbinato a teatralità. Il ragazzo-talento quando compiva 17 anni era già a calcare il palcoscenico della Carnegie Hall. Racconta che il padre cercò sempre di incoraggiralo nella sua passione, facendogli tuttavia notare che avrebbe avuto bisogno di uno stipendio fisso, per stare tranquillo. Diventò così un postino canterino. Per sei anni, ma sul suo cammino non era mai riuscito ad incontrare Placido Domingo. Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni |
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