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Il giudice federale ha dato ragione alla Columbus Foundation:
no ai Soprano in parata


Riccardo Chioni - New York, 12 Ottobre 2002

Columbus Circle a New York
Columbus Circle a New York
È ufficiale: i Soprano non potranno sfilare in parata. Il giudice federale ha dato ragione alla Columbus Citizens Foundation che organizza la tradizionale Columbus Parade, sostenendo che questa ha il diritto di determinare chi può o non può marciare.

Il presidente della Fondazione, Laurence Auriana, ieri si era precipitato presso il tribunale federale per impedire che a fianco del sindaco Michael Bloomberg lunedì sfilino due attori itaoloamericani del cast dei Soprano che il primo cittadino aveva invitato di sua iniziativa, senza consultarsi con gli organizzatori che per due anni avevano già negato la partecipazione degli attori alla parata.

Il giudice Jed Rakof dopo aver ascoltato i legali della Fondazione e di City Hall ha sostenuto la tesi degli organizzatori della parata, asserendo che questi hanno il diritto di escludere dalla parata persone che ritengono inappropriate in relazione alla missione della manifestazione e della Fondazione.

Inutili le ragioni del legale di Bloomberg, Michael Cardozo, il quale ha riferito al giudice che il sindaco ha pieno diritto di invitare chi crede opportuno a marciare con lui in parata.

In risposta il giudice Rakof ha ribattuto che quando la Fondazione ha invitato il sindaco, questa si è implicitamente riservata il diritto di determinare se l'invito da lui esteso ai suoi ospiti fosse gradito alla Fondazione.

A quel punto il legale della municipalità ha pubblicamente ribadito ciò che aveva già annunciato lo stesso Bloomberg e cioè che se gli attori non possono sfilare, neppure lui sarà in prima fila alla Columbus Parade.

A quel punto il legale della Fondazione ha domandato al giudice cosa potrebbe succedere nel caso in cui i due ospiti si presentassero a fianco di Bloomberg. Il giudice è stato chiaro: infrangerebbero l'ordinanza della corte e quindi potrebbero essere arrestati.

Il presidente della Fondazione, Laurence Auriana, all'uscita dal tribunale ha commentato la delibera della corte federale dicendo "sono soddisfatto della decisione del giudice. Avrei preferito che la situazione si fosse risolta in altroa modo e in precedenza, ma mi auguro che il sindaco voglia marciare al mio fianco lunedì in parata, senza la presenza dei personaggi dei Soprano".

Anche da Washington - sempre ieri - era giunto un comunicato a sostegno della causa della Columbus Foundation da parte della più grande organizzazione italoamericana, la National Italian American Foundation. Il chairman Frank Guarini nel comunicato sostiene che "la Niaf crede fermamente che nessun membro del cast dei Soprano dovrebbe essere invitato alla Columbus Parade, in quanto la serie televisiva sulla Hbo perpetua un'immagine negativa e distorta degli italiani d'America".

E sulla decisione del sindaco di invitare gli attori Vincent Chianese e Lorraine Bracco, Guarini sottolinea "siamo profondamente in disaccordo con la decisione di Michael Bloomberg. Perchè il sindaco ha deciso di invitare i membri dei Soprano, invece di scegliere i suoi ospiti tra le migliaia di italoamericani che hanno contribuito e ancora contribuiscono alla crescita di questo Paese e che potrebbero invece proiettare un'immagine positiva degli italoamericani?".

Nessun commento invece da City Hall in seguito alla delibera del giudice. Il sindaco tuttavia ha puntato i piedi e riafferma ciò che aveva già annunciato. Nel corso del suo programma radiofonico di ieri sulle frequenze della Abc, Bloomberg ha confermato che "se la Columbus Foundation non vuole che sfilino i miei ospiti, allora anch'io non marcerò. Mi dispiace se qualcuno si sia infastidito con questa vicenda, ma se i miei amici - che hanno contribuito in maniera significativa nella collettività newyorkese - non sono graditi, allora anch'io cercherò un'altra parata a cui partecipare per celebrare il retaggio italiano. Ce n'è una nel Bronx, potrei decidere di andare a questa".

Se così fosse, Bloomberg passerebbe alla storia come il primo sindaco newyorkese che rinuncia a sfilare alla Columbus Parade che quest'anno celebra la 58esima edizione.

Gli organizzatori della parata contestano la partecipazione dei Soprano sostenendo che la serie televisiva altro non fa se non proporre al mondo del piccolo schermo una visione distorta dei valori e degli ideali che guidano collettività e famiglie italiane.

I Soprano hanno un seguito di appassionati telespettatori, oltre tredici milioni per ogni puntata settimanale e tra questi c'è pure l'ex sindaco Giuliani, il quale agli organizzatori della parata ieri aveva lanciato il messaggio "siate regionevoli e lasciateli sfilare".

L'appello di Rudy tuttavia non è stato raccolto, forse perchè fu proprio lui a dichiarare solennemente di annoverarsi tra i fedelissimi dello show. Tanto che anni fa chiamò a raccolta l'intera troupe dei Soprano sulla scalinata di City Hall, tirandosi addosso le ire delle organizzazioni italoamericane.

Giuliani, a chi si indigna per l'immagine degli italoamericani mafiosi proposta in televisione, replica pacato "è solo uno show". Ironicamente proprio l'ultima puntata della settimana scorsa affrontava il tema della parata colombiana e terminava con uno scontro corporeo tra i partecipanti (e i Soprano) ed un gruppo di conteastatori indiani che accusavano Colombo di aver portato con se stermini e malattie sconosciuti fino al suo approdo sulle sponde statunitensi.

I due attori invitati da Bloomberg mercoledì avevano reso noto di aver acccettato l'invito del sindaco e che si sarebbero presentati alla partenza della parata alla 44esima strada lunedì. Ma ora la situazione è totalmente cambiata con l'ingiunzione della corte che bandisce i Soprano. Se questi dovessero presentarsi, la loro presenza sarebbe considerata contraria alla decisione della corte e di conseguenza potrebbero essere allontanati in manette dalla parata.



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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