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Nel winter garden del World Financial Center l'architetto spagnolo Santiago Calatrava ha presentato il suo progetto per il nuovo terminal ferroviario al World Trade Center dicendo "costruiamo con la luce".
Alla cerimonia di presentazione del megaprogetto da due miliardi di dollari erano presenti il governatore George Pataki, il sindaco Michael Bloomberg, il direttore esecutivo del Port Authority, Joseph Seymour e l'architetto della Freedom Tower, Daniel Libeskind.
La nuova stazione si chiamerà World Trade Center e quando sarà ultimata nel 2006 collegherà - attraverso un network di corridoi e passaggi - i treni dei commuter per il New Jersey, 14 stazioni della subway, i ferry sull'Hudson e forse, un giorno, anche l'Air Train per il JFK.
Il progetto porta l'inconfondibile marchio di fabbrica dell'architetto Calatrava con due ali di cristallo e acciaio che si stagliano nel cielo fino ad un'altezza di cento piedi e lunghe tutto l'isolato di 350 piedi, lasciando entrare la luce naturale fino alla superficie della stazione a sessanta piedi sotto il livello stradale.
La struttura di cristallo con la nervatura di acciaio della stazione del WTrade Center ricorda gli altri spettacolari progetti di Calatrava, tra cui ricordiamo il Valencia Science Center in Spagna, l'Opera House di Santa Cruz de Tenerife nelle Canarie e lo stadio olimpico di Atene dove si svolgeranno i Giochi della prossima estate.
La più singolare caratteristica del terminal sono le "ali" di cristallo retrattili che ogni 11 settembre saranno aperte in memoria delle vittime degli attentati.
Ma l'apertura verso il cielo servirà anche e soprattutto per consentire un ricambio dell'aria all'interno della megastruttura con quella esterna e come sbocco in caso di incendio.
È un progetto che l'autore ama definire "un nuovo mondo, vita, volo e speranza. L'edificio in se è l'espressione della memoria quale permanente ricordo dell'11 settembre 2001".
Il governatore George Pataki giudica il terminal "spettacolare" e aggiunge che "non sarà solo una stazione pratica e funzionale, ma anche il tributo a chi qui ha perso la vita".
Il mese scorso l'architetto Libeskind aveva presentato il suo progetto della Freedom Tower, l'edificio di 1776 piedi destinato a riconquistare il primato di quello più alto nello skyline di Manhattan. Il suo era nato dopo una gestazione assai tribolata e a seguire la settimana passata i designer Michael Arad e Peter Walker avevano reso pubblico il memoriale di Ground Zero chiamato "Reflecting Absence".
L'ingresso alla nuova megastruttura del trasporto pubblico sarà collocato nella parte est, nelle vicinanze di Church e Dey Street al centro della nascente piazza "Wedge of Light".
La piazza sarà delimitata da Church, Fulton, Greenwich e Dey Street.
Il terminal temporaneo diventato operativo lo scorso novembre attualmente trasporta 24 mila passeggeri al giorno con i convogli Path, mentre la nuova stazione dovrebbe arrivare a servire 80 mila pendolari tra una quindina anni. Prima degli attacchi nelle stazioni del Path e della metro nelle viscere delle due torri transitavano 67 mila passeggeri.
"È essenziale - ha sostenuto Calatrava - guardare a quelle che saranno le esigenze del trasporto pubblico da qui a 30-40 anni e la generosità nella visione generale è molto importante. Questa più che una stazione, è il cuore dell'intero corpo che pulsa e fa entrare e uscire la gente". Esperienza e fantasia nella realizzazione di grandi strutture pubbliche sono il migliore biglietto da visita di Calatrava, il cui talento "spaziale" è universalmente riconosciuto nella ristretta comunità dei grandi progettisti.
Il direttore esecutivo del Port Authority, Joseph Seymor aggiunge che l'agenzia statale di NY e NJ ha inteso creare per la lower Manhattan un grandioso ingresso nell'insieme del più ampio progetto di Libeskind.
"Un luogo che non vuole essere solamente un terminal, ma anche un capolavoro architettonico perché definisce l'area. Ogni metropoli - ha sottolineato Seymor - richiede grandi opere e grandi spazi aperti al pubblico".
Da parte sua Libeskind ha espresso il suo compiacimento per la scelta del progetto di Calatrava di cui sono note le immense opere sparse in tutto il mondo che disegnano figure geometriche e che per tetto hanno il cielo.
L'architetto tedesco della Freedom Tower ha quindi riposto nel cassetto l'ascia di guerra, al termine di una lunga polemica con il "supervisore" del suo progetto, David Childs, il cui rapporto di lavoro Libeskind aveva definito un "matrimonio forzato".
Ora che tutto inizia a quadrare tassello dopo tassello nel mosaico della ricostruzione dei 16 acri di terreno lasciati vuoti dalle Torri Gemelle, anche il battagliero Libeskind si rilassa e usa la terminologia musicale per definire il susseguirsi di progetti, come in un crescendo, mentre Calatrava - restando sempre in tema - vede invece il progetto del terminal come una pausa musicale. "El silencio es tambien musica", anche il silenzio - conclude Calatrava - è musica"
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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