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Un agente dell'immigrazione presso l'aeroporto Newark Liberty International e altre tre persone sono finite in manette con l'accusa di aver ordito un complotto per consentire l'ingresso sul territorio statunitense ad immigranti illegali provenienti dall'India.
Il 40enne Otis Rackley, già residente a Perth Amboy in New Jersey e ora abitante a Blakeslee in Pennsylvania è stato accusato di complotto e di avere intascato bustarelle con danaro contante per facilitare l'ingresso di illegali fornendo loro falsi documenti e credenziali per l'ottenimento di visti all'aeroporto di Newark.
Gli altri tre arrestati - secondo gli investigatori - facevano parte della banda che forniva documenti falsificati per l'ottenimento dei visti in cambio di danaro. Nessuno degli arrestati - fanno tuttavia osservare le autorità federali - sembra avere legami con il terrorismo.
L'inchiesta era stata avviata lo scorso marzo dopo una soffiata giunta agli agenti federali secondo cui Rackley, ispettore dell'agenzia U.S. Customs and Border Protection, stava approfittando della sua posizione all'interno dell'aerostazione nell'ammissione di illegali sul territorio Usa fornendo loro e ad altri immigrati illegali già presenti sul suolo americano i documenti (alterati) necessari all'ottenimento del visto in cambio di danaro contante.
I tre sono il 38enne Sudhir Passi di Edison, il 45enne Shripad Shrotri di Metuchen e il 59enne Chetna Pandya di Woodbridge che sono comparsi ieri di fronte al magistrato federale al quale la procura ha mostrato i documenti relativi al caso.
Stando alle prove raccolte dagli investigatori, Rackley avrebbe fornito al prezzo di 10 mila dollari ciascuno il sigillo del Alien Documentation Identification Telecommunitacions System che viene solitamente rilasciato sui passaporti quale prova della residenza temporanea legale negli Usa. Il sigillo consentiva agli immigrati illegali di cercare lavoro e viaggiare senza problemi dentro e fuori il territorio Usa.
Secondo gli investigatori Rackley e company avrebbero fornito qualcosa come quindici sigilli falsi ad altrettanti immigrati illegali che il complice Pandya abitualmente segnalava tra le persone che sarebbero passate attraverso il procedimento di ingresso dell'immigrazione all'aeroporto.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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