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Il ministro Tremaglia a New York:
"Vogliamo italianizzare il mondo"


Riccardo Chioni - New York, 16 Ottobre 2002

Giorgio Radicati, Matilda Cuomo e Mirko Tremaglia
Giorgio Radicati, Matilda Cuomo e Mirko Tremaglia
 
Il console generale Radicati e il ministro Tremaglia
Il console generale Radicati e il ministro Tremaglia
Non si è limitato a sventolare il Tricolore in parata e a ricambiare i saluti che il pubblico gli rivolgeva da dietro le transenne il ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia.

Prima, al termine della funzione religiosa, al sindaco di New York, Michael Bloomberg, con cui si è intrattenuto per qualche minuto, il ministro ha ricordato l'eccellenza degli italiani e la loro capacità di portare ovunque genio ed intraprendenza. Tremaglia ha diplomaticamente evitato in questi giorni di entrare nella polemica scatenata dall'invito del sindaco ai protagonisti della serie televisiva "The Soprano", ben sottolineando, comunque, la sua netta contrarietà a tale scelta.

Dopo la cerimonia religiosa, Tremaglia si è trasferito a bordo dell'auto d'epoca che ha aperto il corteo che mai come quest'anno è stato ricco di partecipanti e di spettatori. "È un altro trionfo di tricolori" ripeteva Tremaglia ai rappresentanti dei media che si avvicinavano al ministro. "Sono emozionantissimo nel vedere tutto questo entusiasmo, l'amore per la patria e per il Tricolore che proprio voi avete conservato con devozione. Sono istanti che porterò sempre nel cuore, perché questa è tutta la mia famiglia, tutta la mia vita".

A stringersi intorno al ministro, che in questi giorni è riuscito a conquistare la simpatia anche degli americani, tanti personaggi della politica americana, come il governatore dello stato di New York, George Pataki, la senatrice Hillary Clinton, parlamentari del congresso americano che hanno avuto per Tremaglia parole di stima.

Le stesse che l'ex presidente George Bush senior aveva indirizzato a Tremaglia in occasione della serata di gala al Walford Astoria. Al termine della Columbus Parade il ministro - particolarmente emozionato -, circondato da connazionali e politici americani, ha ricordato di aver preso parte alla parata non solo come rappresentante del governo, ma di tutti gli italiani nel mondo. "Siamo qui - ha sottolineato - per far capire anche e soprattutto all'Italia quale risorsa siano gli italiani all'estero".In serata, presso il Consolato Generale di Park Avenue, il ministro Tremaglia dopol'esecuzione degli inni italiano e americano ha inaugurato il primo nucleo del museo dell'Emigrazione italiana.

"È con grande piacere che vi presento il ministro per gli Italiani nel mondo, qui con noi perché invitato come ospite d'onore dalla Columbus Citizens Foundation. Oggi siamo qui per inaugurare un museo che si lega alla memoria della nostra emigrazione. È un museo unico nel suo genere - ha sottolineato il console generale Giorgio Radicati - che vedrà aggiungersi, a questo piccolo nucleo, una serie di testimonianze destinate ad arricchire l'iniziativa. Il museo prevede anche una pagina web: un sito internet dove poter leggere ed inserire altre preziose testimonianze di quanti hanno vissuto una pagina della nostra storia. Sono lieto - ha concluso Radicati - che questo museo sia inaugurato proprio il giorno del Columbus Day, dal ministro Tremaglia". Con ancora l'emizione sul volto per il bagno di folla e per "lo spettacolo meraviglioso all'insegna del Tricolore e dell'amicizia tra l'Italia e l'America", il ministro Tremaglia ha donato al museo un cippo con l'emblema del ministero per gli Italiani nel mondo. Tremaglia ha ringraziato il console Radicati per il lavoro svolto a favore della comunità "perché i consoli sono quelli più vicini ai nostri connazionali, ne conoscono le richieste e le esigenze. Questi italiani hanno iniziato il cammino della speranza un secolo fa, e hanno sempre mantenuto vivo il culto della loro terra lontana, della patria. Quello che è capitato questa mattina è stato struggente - ha poi affermato a proposito della sua partecipazione alla parata del Columbus Day" - ho sventolato, come ministro della Repubblica italiana, il Tricolore sulla Fifth Avenue, come fossi in una qualsiasi strada italiana, tra altri tricolori e gli applausi della gente". A Tremaglia il Console Generale ha donato una stampa del secolo scorso raffigurante Piazza San Pietro rinvenuta tra le antichità collezionate dai connazionali. In riferimento al museo il ministro ha sottolineato il messaggio dell'importanza della memoria. "

Non bisogna dimenticare il passato, ma occorre guardare al futuro, alla nuova realtà rappresentata dall'altra Italia nel mondo" ha detto Tremaglia. Impariamo a non dimenticare il passato soprattutto quando vediamo arrivare sulle nostre coste tanti disperati che inseguono il vostro stesso sogno. L'accoglienza è un fatto di civiltà ed umanità, che deve sempre tener conto della legalità". Alla cerimonia ha partecipato anche il segretario generale del Cgie, Franco Narducci, che ha seguito il ministro in questa visita, gli esponenti del Cgie per gli Usa, Enzo Centofanti, Silvana Mangione, Domenico Delli Carpini e Gastone Orefice, oltre a Bruno Zoratto, presidente della commissione informazione ed il sottosegretario alla Funzione pubblica, Learco Saporito. Con loro anche il capo dei vigili del fuoco, Daniel Nigro, "premiato - ha ricordato il ministro - nel corso della cerimonia del premio per gli italiani nel mondo", Mike Stern e numerosi parlamentari italo-americani.

Il ministro ha ringraziato Lawrence Auriana, presidente della Columbus Citizens Founfation. "Ha dimostrato di essere un vero italiano riguardo ad un tentativo inqualificabile. Gli italiani vanno esaltati" ha detto Tremaglia in riferimento alla presenza dei Soprano alla parata. Poi il ministro è passato a parlare della diffusione della lingua italiana e dell'enorme interesse di apprenderla da parte dei giovani. "Vogliamo 'italianizzarè il mondo" ha detto, riconfermando l'impegno a favore della promozione dell'italiano negli Usa. Al Consolato Matilda Cuomo ha messo al corrente il ministro del progetto che prevede l'insegnamento della lingua italiana in 500 scuole statunitensi. Grazie all'interessamento del ministro Tremaglia, cui la stessa Cuomo si era rivolta, oggi il progetto può contare sulla disponibilità di circa 300 milioni di lire. Tremaglia ha ricordato quanto interesse ci sia oggi intorno alla nostra lingua, e non solo da parte dei nostri giovani, ma anche degli stranieri. Al riguardo, ha richiamato le migliaia di studenti che seguono corsi di italiano a Budapest e si è soffermato sulla validità del progetto della signora Cuomo che intende far diventare l'italiano seconda lingua degli Stati Uniti.

"Questa iniziativa - ha sottolineato Matilda Cuomo - è importante anche perché serve da esempio per altri stati. La sua presenza alla parata - ha continuato, rivolgendosi a Tremaglia - è un regalo per tutti noi, ed il nostro impegno per la lingua italiana deve continuare." Matilda Cuomo ha poi voluto precisare l'ottimo rapporto tra tre grandi associazioni quali la Niaf, Unico e Sons of Italy che stanno ottenendo grandi risultati proprio nel campo della diffusione della lingua italiana.



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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