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Ha provocato un vespaio di polemiche la decisione del giudice di Honesdale in Pennsylvania di rigettare la richiesta avanzata dalla procura di giudicare come adulti i giocatori di football della Mepham High School di Long Island, accusati di violenza sessuale ai danni di tre compagni di scuola.
Prima di pronunciare la decisione il giudice Robert Conway della Wayne County aveva ammonito tutti gli interessati al procedimento a non discutere il caso all'esterno dell'aula del tribunale, dopo aver ascoltato per cinque ore le tesi di accusa, difesa e alcune testimonianze, ordinando a due giocatori-studenti di 16 e 17 anni di ripresentarsi in aula tra due settimane.
Il caso del terzo giocatore accusato e reo confesso di violenza sessuale aggravata - che aveva 15 anni quando sono stati commessi i fatti - resta in affidamento al tribunale minorile che determinerà la sentenza tra un paio di mesi.
Sul capo dei tre studenti di Bellmore pesano gravi accuse, tra cui violenza sessuale aggravata nei confronti di altrettanti compagni e giocatori della squadra junior, sodomizzati con manici di scopa, pigne e palline da golf in un crudele rito di nonnismo durante il ritiro lo scorso agosto, che precedeva l'inizio del campionato, presso il Preston Park, in Pennsylvania.
Dopo la lettura dei capi d'imputazione il procuratore conteale di Wayne, Mark Zimmer, aveva chiesto al giudice Conway di trasferire il caso al tribunale penale, senza tuttavia ottenere successo.
Il giudice Conway - noto per la sua impeccabile attitudine - aveva avviato un'udienza spedita, iniziando col sostenere che la sua decisione non sarà influenzata dagli sforzi di coloro che vorrebbero vedere i tre ragazzi giudicati da un tribunale penale come adulti, che hanno sommerso l'ufficio del giudice con richieste epistolari o hanno manifestato o hanno lanciato appelli televisivi, come due madri delle vittime.
Ancora prima che la notizia uscisse dall'aula s'era già levato un gesto di disappunto da una delle madri delle vittime presenti che, puntando l'indice verso uno dei ragazzi accusati, ha detto "ti conviene stare lontano da mio figlio o te la dovrai vedere con me".
Fuori dall'edificio s'erano ammassate una cinquantina di persone venute da Bellmore e Merrick per sostere la richiesta della procedura per adulti. Sorreggono cartelli con scritte "Sodomy Doesn't Equal Probation" e "Not a 'Minor' Crime".
Tra questi c'è Carol, zia di una delle vittime, la quale commenta così la decisione del giudice "una sonora risata che arriva fino a Long Island".
Le madri di due dei tre ragazzi violentati erano presenti in aula con i figli i quali non sono dovuti salire sul banco dei trestimoni, in quanto le parti hanno concordato di procedere alla lettura dei verbali degli investigatori.
Le famiglie delle vittime sostengono di temere che se il caso resterà nella giurisdizione del tribunale minorile, i giocatori che hanno perpetrato i crimini se la caveranno con l'istituto del "probation". "Vogliamo che a giudicarli come adulti sia il tribunale penale, affinché siano condannati ad una sorta di pena" dichiara un parente di un ragazzino violentato.
In un tribunale penale, giudicati come adulti, per i tre studenti accusati di violenza sessuale agravata è prevista una minima condanna obbligatoria, mentre nel tribunale minorile il giudice ha più ampio mandato e discrezione, senza essere vincolato ad una sentenza "obbligata".
In base alla fedina penale degli accusati - e quella dei tre studenti è linda - la decisione del tribunale dei minori può variare da un periodo di "probation", all'internamento in un camp di riabilitazione, simile ad una prigione, in genere delimitato da cordoni di filo spinato.
Il sentimento di voler infliggere ai tre ragazzi una severa ed esemplare punizione è tuttavia in netto conflitto con numerosi studi che dimostrano quanto sia dannoso e ad effetto boomerang la cacciata di un adolescente in un penitenziario in cui la popolazione è adulta, dove il giovane cresce alla scuola del crimine ed esce indottrinato per commettere atti ancora più seri.
"È un errore pensare di risolvere il problema della criminalità minorile spedendo ragazzini nel sistema carcerario con adulti" asserisce Mark Soler, presidente dello Youth Law Center di Washington, il quale precisa che esistono due studi: uno condotto in Florida e l'altro in New Jersey e New York, da cui si deduce che è lampante il danno sui minori immessi nel sistema di carcerazione per adulti, che ne escono devastati e più propensi a commettere atti più gravi del precedente.
Ciò nonostante c'è chi considera invece più appropriato - nel caso di crimini come quello di cui sono accusati i tre ragazzi di Long Island - il giudizio come adulti. "Quando un minore commette atti criminali da adulto dovrebbe essere giudicato e sentenziato come tale. E dovrebbe essere detenuto separatamente dalla popolazione di criminali incalliti" sostiene Laura Ahearn, direttrice esecutiva dell'agenzia Parents for Megan's Law di Stony Brook dedicata al sostegno delle vittime di aggressioni sessuali.
Ma nella realtà del sistema carcerario americano questa possibilità non può verificarsi.
"Nel sistema penitenziario per adulti non esiste neppure un tentativo di pretendere la riabilitazione di alcun detenuto" ribatte Gloria Tan, direttrice del Criminal Justice Institute presso la Harvard Law School.
Il caso dei ragazzi della Mepham High School richiede esattamente la competenza del tribunale dei minori sostiene il docente di legge Franklin Zimring. "Se il tribunale minorile non è valido per questo tipo di spazzatura, allora vuol dire che non lo è per niente altro. Il comportamento a mio avviso è da ragazzi".
Colpa dei media, sostengono alcuni, se da parecchi anni la gente chiede sempre con più insistenza che ragazzini siano processati e giudicati come adulti. Colpa dei media che pongono troppa enfasi nell'esporre casi di atti commessi da teenager, che divengono clamorosi sulle prime pagine e sul piccolo schermo.
Figurarsi poi se non si sarebbero mobilitati i politici, sulla scia dell'ondata di sentimento popolare "tough-on-crime". Sono saltati sul carro e sono partiti per la crociata per l'adozione del pungo duro che, alla parvenza può sembrare giustizia, mentre si trascura il fatto che i tre accusati sono ragazzi.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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