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Immediatamente dopo gli attacchi dell'anno scorso i newyorkesi li avevano definiti "eroi". L'intera collettività non aveva esitato a riconoscere i ruoli determinanti ricoperti da vigili del fuoco, agenti della polizia, saldatori e gruisti nell'opera di soccorso prima e di scavo, dopo gli attentati terroristici.
Un'opera incessante che è andata avanti alacremente per mesi, fino a quando anche l'ultima manciata di polvere delle macerie era stata passata al setaccio. Un'impresa mastodontica che ha anche provocato molti feriti tra i soccorritori e il personale addetto allo sgombro delle macerie.
Nell'immaginario collettivo i fatti correlati al disastro dell'11/9 dovrebbero avere una sorta di corsia preferenziale, di procedimento di urgenza, dopo un disastro di vaste proporzioni come quello del World Trade Center.
Lo avevano creduto anche molti medici che hanno assistito i feriti del Wtc e gli avvocati che ora li rappresentano, dal momento che le compagnie di assicurazione in taluni casi ignorano le denunce degli assistiti, non intendono pagare le parcelle del medico e neppure i conti della riabilitazione.
"Si è fatto un gran parlare del personale che si era precipitato a prestare soccorso tra le macerie ancora fumanti del World Trade Center quell'11 settembre. Tanto che subito erano stati definiti eroi. Noi invece vediamo l'altra faccia della medaglia, di come sono trattate queste eroiche persone: le compagnie d'assicurazione contestano le denunce. È una situazione a dir poco scandalosa" esordisce Dominick Tuminaro, avvocato con studio a Manhattan, specializzato in cause di incidenti sul lavoro, al quale si sono rivolte persone maltrattate dalla propria assicurazione.
Sono centinaia le persone che dopo aver denunciato di aver subito danni fisici durante o immediatamente dopo gli attacchi si trovano oggi ai ferri corti con le rispettive assicurazioni per ottenere i benefici previsti per coloro che rimangono feriti sul posto di lavoro.
Dall'altra parte, le compagnie d'assicurazione sfoderano gli artigli e continuano a contestare vigorosamente le denunce riguardanti i fatti del World Trade Center, lansciando i lavoratori senza alcuna fonte di guadagno per pagare servizi medici e cure. In taluni casi l'assistenza medica è stata ritardata, in altri ancora le compagnie non hanno pagato le spese.
"Le compagnie assicurative stanno battagliando le denunce relative al Wtc. Onestamente, il fatto mi meraviglia molto, date le circostanze. Certo, ci auguravamo che si sarebbero comportate differentemente, ma sembra che per le assicurazioni sia un fatto come un altro" sostiene Robin Herbert, codirettore del Mount Sinai-Irving Selikoff Center.
Sono dozzine i casi di pazienti assistiti e curati per problemi relativi ai polmoni o per stress da trauma psicologico che si sono visti contestare, se non rigettare la denuncia dalla propria assicurazione.
Un altro avvocato specializzato in cause di lavoro, Robin Sambur di Bay Shore, racconta che i tempi che si prendono le assicurazioni per liquidare il dovuto sono a loro discrezione.
"Una persona può aspettare da sei mesi ad un anno, con un'inabilità, prima di ottenere un'udienza. E durante quel periodo - sottolinea - l'assicurazione si guarda bene dal pagare.
Uno dei pazienti del Mount Sinai, il 39enne Thomas Hickey della contea di Sullivan, a poche ore dalla tragedia del Wtc era già in prima fila per offrire il suo contributo all'opera di soccorso, in qualità di saldatore. Ha tagliato longarine e traverse di ferro per lunghi giorni e settimane, prima di sottoporsi con urgenza ad un intervento chirurgico necessario per pulire tessuti nasali infetti che gli causavano mal di nevralgie croniche e congestioni nasali.
Lo scorso aprile aveva chiesto l'autorizzazione a procedere e a maggio la compagnia Liberty Mutual con cui è assicurato il suo sindacato, aveva cercato di prendere tempo, rispondendogli di non consoscere le sue condizioni fisiche, dubitando persino che fosse stato coinvolto nell'opera di soccorso al Wtc.
"Sono diventato matto, non ci ho più visto e ho iniziato a urlare quanto fossero ipocriti e soltanto alla terza udienza il guidice ha imposto alla compagnia di assicurazione di pagare. Non è giusto. Pompieri e agenti sono stati trattati con i guanti. Perchè riservano questo trattamento ai saldatori? Senza di noi non avrebbero potuto nulla" sbotta Hickey.
Molti casi riguardano problemi respiratori e di gola. Ma le denunce che le assicurazioni stanno combattendo più aspramente sono quelle relative a casi di stress post-traumatico.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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