Ultime notizie di politica

Leggi le ultime notizie di politica italiana aggiornate continuamente da Yahoo News Italia.

  • Mattarella: Usa alleato fondamentale per l'Italia
    on October 16, 2019 at 5:36 pm

    "Condividiamo cammino democratico e stessi valori"

  • Mattarella a Trump: Italia tra i principali contributori Nato
    on October 16, 2019 at 5:29 pm

    E' seconda solo a Usa per contributi militari. Ci riconosciamo fattivamente

  • Indagato il governatore Emiliano
    on October 16, 2019 at 4:10 pm

    "Per dovere di verità. Ho appreso dall’assessore Ruggeri, destinatario della notifica di un invito a comparire della Procura della Repubblica di Foggia, di essere anche io sottoposto ad indagini preliminari. Pur non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, voglio io stesso comunicare la notizia per dovere di trasparenza verso i miei concittadini. L’accusa consiste nell’avere ricevuto indicazioni politiche da un consigliere regionale per nominare commissario di una Asp una determinata persona". Lo scrive su Facebook il governatore della Puglia Michele Emiliano.  "E ciò, nonostante io abbia ritenuto di non accogliere tale indicazione formulatami sin dal febbraio 2019, tanto che nessuna nomina è stata effettuata sino ad oggi - sottolinea - Non ho accolto l’indicazione nominativa ricevuta avendola ritenuta non pienamente soddisfacente alla luce delle mie prerogative discrezionali. Infatti ero libero di proporre alla giunta qualunque nominativo, senza limiti di qualificazione professionale e senza necessità di procedure ad evidenza pubblica non previste da nessuna legge nazionale o regionale per l’incarico di commissario. Rispondo dunque per una nomina mai effettuata, per non avere mai accolto le indicazioni di coloro che la peroravano". "Credo di essere il primo pubblico amministratore chiamato a rispondere per una nomina mai effettuata - aggiunge Emiliano - Anzi per avere respinto la legittima indicazione politica ricevuta da un membro della assemblea legislativa regionale membro della maggioranza di governo che aveva pieno titolo di propormi un nome per quell’incarico. Sono dunque chiamato a rispondere di un reato contro la pubblica amministrazione (che prevede la adozione di un atto amministrativo come elemento costitutivo del reato stesso) senza averlo mai adottato nonostante siano passati mesi e mesi dalla indicazione ricevuta". "I fatti di cui sono accusato sono la assoluta normalità con riferimento alle nomine discrezionali dove i consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione normalmente offrono al presidente della giunta indicazioni e suggerimenti data anche la loro conoscenza del territorio - spiega il governatore della Puglia - Non escludo che alcune di queste indicazioni siano alle volte pittoresche, veementi, fondate su pressioni e interessi politici, finanche elettorali in alcuni casi, ma a mio parere tali indicazioni sono sempre legittime perché finalizzate all’esercizio di un potere assolutamente discrezionale". "Comprendo tuttavia che la questione possa essere oggetto di diversa opinione. Ma quel che sinceramente fatico a comprendere è come si possa pensare che un reato sia stato commesso rigettando l’indicazione ricevuta - conclude - Resta comunque ferma per principio la mia fiducia nella giustizia alla quale chiedo celerità negli accertamenti".

  • Bonaiuti, da 'inviato' a portavoce storico: 18 anni al fianco di Berlusconi
    on October 16, 2019 at 4:08 pm

    Silvio Berlusconi lo chiamava affettuosamente 'Paolino', ma non gli risparmiava critiche, con battute nel pieno di un briefing o di una conferenza stampa, e lui, Paolo Bonaiuti, abbozzava, sapendo che il legame con il 'dottore' era un legame forte, sincero. Un legame durato 18 anni, perché nel 2014 qualcosa cambiò. Tant'è che nell'aprile di quell'anno, lo storico portavoce, praticamente l'uomo ombra del leader azzurro, decise di lasciare Forza Italia per imbarcarsi in una nuova avventura politica, quella di Ncd, il nuovo partito fondato dall'ex delfino del Cav, Angelino Alfano.  Fu un addio molto sofferto, che fece scalpore. Ma non sorprese chi lo conosceva bene e sapeva che i rapporti con Berlusconi si erano raffreddati già a dicembre di quell'anno, anche in seguito a due episodi molto significativi. Prima il trasloco del suo ufficio fuori da palazzo Grazioli e poi l’addio al 'Mattinale', l'house organ forzista, lo strumento di comunicazione attraverso il quale Bonaiuti per anni aveva indicato la linea politica ai parlamentari azzurri.  "Lascio Forza Italia, è una decisione difficile, sofferta, ma motivata da divergenze politiche e da incomprensioni personali che si sono approfondite nell'ultimo anno", scrisse in una breve nota il giorno dell'uscita da Fi Bonaiuti (ai primi di aprile di 5 anni fa), precisando che sarebbe rimasto nel ''centrodestra per una ricomposizione delle forze in direzione riformista e moderata'' e rivolgendo, a "Berlusconi un augurio dal cuore, con la sincerità e con l'affetto dei 18 anni di lavoro insieme". Parole messe nero su bianco, raccontano, dopo un lungo colloquio ad Arcore, giusto qualche giorno prima, poi 'ricostruito' su alcuni giornali nel segno del 'tradimento di Paolo', una versione che lo fece amareggiare molto.  Nei quasi vent'anni al suo seguito, Bonaiuti (che curava in maniera maniacale la comunicazione, specialmente quella televisiva) spesso è dovuto correre ai ripari per correggere, smussare e smentire, le 'intemperanze' verbali di Berlusconi.  Ogni volta che il Cav faceva una gaffe, una battuta o raccontava una barzelletta, fuori posto, lui interveniva per smentire, chiarire e precisare. Spesso lo faceva anche in 'diretta', ovvero in conferenza stampa, richiamando all'ordine il premier con un 'Presidente, ora andiamo' o sottraendolo ai giornalisti dopo averlo preso per un braccio. Come una sorta di bodyguard, Bonaiuti non lasciava mai Berlusconi, tant'è che molte volte diventava lui stesso il protagonista di qualche 'storiella'.  Un aneddoto che Berlusconi amava raccontare quando era presidente del Consiglio per bacchettare la stampa riguardava appunto il suo portavoce e l'ex primo ministro britannico Margaret Thatcher: ''La Thatcher mi disse 'non si può governare e leggere i giornali, io ho un ufficio stampa che mi fa leggere solo gli articoli che parlano bene di me...' Ho chiamato Paolino Bonaiuti -rivelava il Cav- e gli ho detto 'da domani metodo Thatcher' e non l’ho visto per due mesi...''. Nato a Firenze il 7 luglio del 1940, laureato in Giurisprudenza, ha insegnato inglese e lavorato come copywriter nel campo della pubblicità. Gli esordi al 'Giorno' di Milano, di cui diventò capo del servizio economico: dal 1975 fu inviato speciale, prima per l'economia e la finanza, poi per gli avvenimenti di politica internazionale. Nel 1984 il passaggio al 'Messaggero' di Roma come inviato e come editorialista, dove seguì soprattutto i vertici del G7 e firmò inchieste sull'Europa che cambia, dalla caduta del Muro di Berlino al Trattato di Maastricht.  Nel 1992 divenne vicedirettore vicario e poi il 'salto' con Berlusconi e la nuova vita da politico, iniziata nel '96 con l'elezioni nelle liste di Forza Italia. Rieletto nel 2001, Bonaiuti va a palazzo Chigi, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, con i Berlusconi bis e ter: nella 'stanza dei bottoni' ci resta, con questa carica, fino alla primavera del 2006. Nel maggio 2008 torna al governo (Berlusconi quater), sempre in qualità di sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con la delega all'editoria.  Dopo quattro legislatura consecutive alla Camera dei deputati, alle politiche del 2013 Bonaiuti viene eletto senatore con Il Popolo della Libertà nella circoscrizione Lombardia. Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce alla 'rinata' Forza Italia, che abbandona il 21 aprile dell'anno successivo per aderire al Nuovo centrodestra di Alfano. Il 18 marzo 2017, con lo scioglimento di Ncd, Bonaiuti confluisce in Alternativa Popolare.

  • Uomo Vitruviano volerà al Louvre, Tar Veneto respinge ricorso
    on October 16, 2019 at 3:13 pm

    Il Tribunale amministrativo del Veneto ha respinto oggi il ricorso di Italia Nostra contro il prestito alla Francia delle opere di Leonardo, tra cui l'Uomo Vitruviano custodito alle Gallerie dell'Accademia di Venezia. L'Uomo Vitruviano volerà così a Parigi dove verrà esposto al Louvre nella grande mostra dedicata a Leonardo Da Vinci. La Seconda Sezione del Tar del Veneto, nella sua udienza di oggi, infatti non ha accolto la richiesta di Italia Nostra di sospendere il prestito al museo parigino. Lo scorso 8 ottobre il Tar aveva sospeso il prestito dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da parte delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dove l’opera è custodita. Oggi la decisione definitiva. FRANCESCHINI - "Il Tar del Veneto respinge il ricorso e dichiara pienamente legittimo l’operato del @_MiBACT. Ora può partire la grande operazione culturale italo-francese delle due mostre su Leonardo a Parigi e Raffaello a Roma", scrive su twitter il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini. MIBACT - “Il Tar del Veneto ha riconosciuto la piena legittimità dell’operato dell’amministrazione dei beni culturali che ha agito in modo corretto e trasparente. L’autorizzazione al prestito dell’Uomo Vitruviano ha seguito l’iter previsto dalle norme e non c’è stata alcuna interferenza politica nei confronti degli uffici tecnici. Molto importante che questa opera possa adesso arricchire la mostra su Leonardo Da Vinci prevista al Louvre nell’anno delle celebrazioni dei 500 anni della sua morte", scrive in una nota l’Ufficio stampa del Mibact LA MOSTRA - La grande esposizione intitolata semplicemente "Léonard de Vinci" si terrà al Louvre da giovedì 24 ottobre al 24 febbraio 2020 e sarà allestita nella Sala Napoleone. Oltre alla "Gioconda", per l'occasione esposta in una sala esposta in una sala rinnovata con le pareti di colore blu di Prussia, sarà possibile vedere gli altri quattro dipinti leonardiani posseduti dal museo parigino (la "Belle Ferronnière", la "Vergine delle Rocce", la "Sant'Anna" e il "San Giovanni Battista") e i 22 disegni del genio presenti nella sua collezione permanente.La mostra presenterà circa 120 opere - tra dipinti, disegni, manoscritti, sculture e altri oggetti - prestati da alcune delle più prestigiose istituzioni europee e americane come la Royal Collection di Windsor, il British Museum di Londra, la National Gallery di Londra, i Musei Vaticani (che presteranno il San Girolamo di Leonardo), il Metropolitan Museum di New York e l'Institut de France di Parigi. Dall'Italia arriverà il delicato disegno dell'Uomo Vitruviano di Leonardo, in prestito dalle Gallerie dell'Accademia di Venezia.Accanto alla Gioconda ci sarà anche "Mona Lisa: Beyond the Glass", la prima esperienza in realtà virtuale mai realizzata al Louvre che darà ai visitatori la possibilità di interagire con il dipinto, rivelando dettagli invisibili a occhio nudo, oltre a informazioni sulle tecniche utilizzate da Leonardo e sull'identità della donna dipinta. Secondo il Louvre, si tratta di "una retrospettiva senza precedenti della carriera pittorica di Leonardo, che illustra come l'artista abbia dato massima importanza alla pittura e come la sua indagine sul mondo, che ha definito 'la scienza della pittura', fosse lo strumento della sua arte, cercando addirittura di dare vita ai suoi dipinti". La mostra è il punto di arrivo di oltre dieci anni di lavoro, in particolare includendo i nuovi esami scientifici sui dipinti del Louvre e il trattamento conservativo di tre di essi, consentendo una migliore comprensione della pratica artistica e della tecnica pittorica dell'artista-scienziato. Direttori dell'imponente rassegna sono due funzionari del Louvre, Vincent Delieuvin e Louis Frank. Sgarbi: "L'Uomo Vitruviano può viaggiare senza problemi"

  • E' morto Paolo Bonaiuti
    on October 16, 2019 at 1:53 pm

    E' morto Paolo Bonaiuti, storico portavoce di Silvio Berlusconi. Bonaiuti, 79 anni, è stato sottosegretario alla presidenza del Consiglio nei governi Berlusconi II, III e IV. Berlusconi: "Mi è mancato molto in questi anni e mi mancherà" "Perdo un amico, compagno di tante battaglie politiche ma anche di acute riflessioni cui lo portavano la sua grande professionalità, equilibrio e saggezza. Con lui va via un pezzo della mia vita politica, ma resta nel mio cuore l'immutato affetto per un grande uomo. Ciao Paolo'', dichiara il senatore di Forza Italia ed ex presidente del Senato Renato Schifani.  Numerosi e immediati i messaggi di cordoglio. "A nome mio e di tutta Fratelli d’Italia desidero esprimere cordoglio e vicinanza alla famiglia Bonaiuti per la scomparsa di Paolo. Era un uomo intelligente e sensibile, capace di sorridere di fronte a qualunque avversità. Con lui ho condiviso un tratto del mio percorso politico e ne porterò nel cuore un ricordo affettuoso", dichiara la leader di Fdi, Giorgia Meloni. "Apprendo con dolore della scomparsa di Paolo Bonaiuti, compagno di viaggio in una importante stagione politica. Di lui ricordo con piacere l’aria sorniona e serena e la sua grande professionalità. Ai suoi cari giungano le mie sincere condoglianze”, le parole di Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato e senatore di Fratelli d’Italia. "Sono addolorato per la scomparsa di Paolo Bonaiuti. Con lui abbiamo condiviso tante battaglie elettorali, di partito e di comunicazione. Ma soprattutto con lui abbiamo condiviso una storia politica ed umana e mi sento di dire anche una sincera amicizia. Ci mancherà", dice il deputato Maurizio Lupi di Noi con l'Italia. "Il mio pensiero commosso va a Paolo Bonaiuti, appena scomparso dopo una lunga malattia. Mi unisco al dolore della moglie Daniela e dei familiari tutti", scrive su twitter la vicepresidente della Camera, Mara Carfagna, deputata Fi. "Trattengo il dolore e saluto Paolino Bonaiuti con la leggerezza che lui ci avrebbe chiesto in questo momento: lui era parte della ‘Italia del sorriso’ di Berlusconi, ossia un approccio serio ma non serioso alla politica, al governo, alla vita. E’ stato un personaggio straordinario, un uomo buonissimo, un giornalista di straordinario acume e valore’’, il ricordo di Gianfranco Rotondi.

  • Orfini: "Alleanza con M5S è sbagliata, Pd va nel burrone"
    on October 16, 2019 at 1:36 pm

    "Tra ieri e oggi i due principali leader del Pd, Zingaretti e Franceschini, hanno ribadito che la prospettiva strategica del nostro partito è un accordo coi 5 stelle, nuovo perno di un centrosinistra riformista". Lo scrive Matteo Orfini su Fb. "La dico semplice: a me pare una linea sbagliatissima".  Sottolinea Orfini: "Una linea sbagliata e subalterna. Che peraltro avrebbe bisogno di un congresso vero per essere legittimata, dato che nulla di quanto stiamo facendo fu discusso alle passate primarie. Credo di non essere il solo nel Pd a pensarla così. Nel mio piccolo cercherò di far cambiare idea a chi ci sta portando verso un burrone". "Questo accordo -prosegue Orfini- ha dei corollari: non possiamo mettere in discussione le leggi approvate da loro con Salvini. Non possiamo chiedere le dimissioni dei loro catastrofici amministratori ma dobbiamo subire i loro veti e le loro offese ai nostri ben più bravi presidenti di regione (la Raggi, la Appendino, Nogarin dovrebbero passare decenni a prendere lezioni di buona amministrazione da De Luca e Bonaccini)". "Non dobbiamo fare proposte troppo forti al governo, sennò lo mandiamo in tensione. Non dobbiamo lamentarci di scelte populiste e antipolitiche come il taglio dei parlamentari, anzi dobbiamo fingere sia la nostra linea da sempre. La dico semplice: a me pare una linea sbagliatissima. Che ha un unico obiettivo - non perdere - ma che essendo totalmente priva di una visione politica rischia di portarci a una sconfitta rovinosa. Abbiamo fatto un governo insieme per fronteggiare una emergenza. Ma nulla è cambiato o sta cambiando nei nostri alleati da giustificare una improvvisa trasformazione da accordo emergenziale ad alleanza stabile". "Oggi come ieri si scagliano contro la democrazia rappresentativa. Oggi come ieri considerano il garantismo una bestemmia. Oggi come ieri sull'immigrazione e sulla sicurezza usano le stesse parole di Salvini. Non è per abbassare il capo di fronte a tutto questo che fondammo il Pd. Non è questo il riformismo radicale che servirebbe al paese". "Abbiamo già ammainato -aggiunge Orfini- le nostre bandiere: lo ius culturae non si fa. I decreti sicurezza non si toccano (e piantiamola di dire che basta recepire gli appunti del Colle. Perché ad esempio significherebbe non sfiorare nemmeno il primo dei due aberranti testi). I provvedimenti economici simbolo dei 15 mesi di governo Salvini-Di Maio non li scalfiamo". "E questa nostra remissività, questa pavidità sta indebolendo un governo già fragile. Perché nell'agenda manca quella discontinuità che avevamo promesso e mancano quei segnali forti che una parte del paese si aspetta da noi". "Così il governo appare semplicemente figlio di una operazione di potere fine a se stessa. Lo ripeto: è una linea sbagliata e subalterna. Che peraltro avrebbe bisogno di un congresso vero per essere legittimata, dato che nulla di quanto stiamo facendo fu discusso alle passate primarie. Credo di non essere il solo nel Pd a pensarla così. Nel mio piccolo cercherò di far cambiare idea a chi ci sta portando verso un burrone. Dateci una mano", conclude.

  • Mattia (Pd): giornata storica per Colleferro e Valle del Sacco
    on October 16, 2019 at 12:00 pm

    Ora sviluppo equo, inclusivo e sostenibile

  • Assegno Lavoro, Regione Veneto: oltre 30 mila beneficiari
    on October 16, 2019 at 9:58 am

    5 mila nell'ultimo trimestre

  • Renzi: "Salvini disco rotto"
    on October 16, 2019 at 9:55 am

    "Quattro milioni di persone hanno assistito al confronto tra me e Salvini ieri sera su Rai1. Sono felice dei commenti, soprattutto di chi ha notato che noi siamo rimasti sui numeri, sui dati, sui fatti. Salvini invece era un disco rotto sulle sue solite cose ma non ha mai risposto alle domande, da quota100 ai 49 milioni di euro fatti sparire dalla Lega: non rispondere è la sua forza, lo sappiamo". Lo scrive su Facebook Matteo Renzi.  "Tuttavia sono felice non solo per i vostri commenti o per il risultato. Il fatto stesso che finalmente ci sia stato un confronto tra due esponenti politici, un confronto serio, ben moderato è un segno molto importante -spiega il senatore di Italia Viva-. Spero che sia finito il tempo dei monologhi nei talk show, spero che sia finito il tempo in cui i leader scappano dai dibattiti come accaduto alle ultime Politiche. C’è fame di politica, di confronto, di serietà. E il dibattito di ieri lo dimostra. Italia Viva farà la sua parte con entusiasmo e competenza a cominciare dalla prossima Leopolda".